Ma come fanno questi israeliani?

 

Ma come fanno questi allevatori israeliani a vivere in un fazzoletto di terra, per lo più arida o desertica, con temperature che in alcune parti del paese sono oltre ogni immaginazione, con pochissima acqua… Come fanno, dicevo, ad essere quelli che meglio di ogni altro al mondo riescono a fare latte?

 

I numeri non sono filosofia: 124 quintali per capo al 3,86% di grasso e al 3,425 di proteine: questa la media aggiornata al 2017 delle 760 stalle da latte israeliane, con circa 130 mila vacche e una produzione complessiva annua di un milione e cinquecentomila litri di latte. Questi  numeri  li mettono in cima al podio mondiale del latte, prima di Stati Uniti (medaglia d’argento con 104 quintali) e prima di Danimarca (medaglia di bronzo con 100 quintali).

 

Insomma, primi con merito, perché – ne converrete – fare latte in Danimarca è un po’ più facile che farlo vicini al deserto.

 

Questi numeri hanno alle spalle la tenacia del colono, l’obbligo di fare al meglio, capacità di applicare l’elettronica alla stalla ai livelli più sofisticati, ambito nel quale vantano una primogenitura e una leadership difficilmente contestabile.

 

Una cosa la lasciano agli altri: la morfologia, la corsa alla bella vacca. Ma dalla bellezza non si cava latte – è il ragionamento di questo popolo pratico – e per questo la selezione israeliana non ha mai dato peso a questo aspetto.

 

Per tutto il resto sanno cosa fare e lo fanno in genere assai bene.

 

Proprio per vedere un po’ meglio la realtà israeliana, per capire qualcosa di più di cosa sta dietro (in persone, bovine, alimentazione, strutture, elettronica) ai numeri del latte israeliano, siamo in partenza per un viaggio in cui gireremo in lungo e in largo Israele.

 

Chi?

 

Un gruppo di allevatori di vacche da latte del nord Italia, accompagnati da un tecnico come Renato Panzeri di Nutriservice che, con decine e decine di viaggi in Israele, è certamente un dei maggiori conoscitori di questa realtà. E ci sarò anch’io per proporvi giorno dopo giorno gli spunti più significativi. Troverete vari spunti qui e un ricco reportage sul prossimo numero di Professione Allevatore.

 

Il viaggio-studio è un’iniziativa di Nutriservice per avvicinare gli allevatori alla realtà israeliana che molto ha dato e dà in termini di input e di collaborazioni alla azienda bresciana, che a sua volta trasferisce alle aziende che segue.

 

Ricco il programma, con visite in aziende e centri di ricerca da nord a sud, dalla Galilea fino al Negev.

 

Insomma:  come fanno questi israeliani? Cercheremo di capirlo.

 

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