Guarda al lavoro il compattatore ad alta densità (per trinciati, erbai e anche per l’unifeed)

La compattazione ad alta densità non è una pratica molto diffusa, per ora, perché è recente e anche perché di macchine operative nelle campagne ce ne sono poche.

Tuttavia i vantaggi sono reali e non riguardano soltanto la qualità del foraggio, ma investono tutta la logistica della produzione foraggera e della stessa gestione aziendale.

È il sistema di conservazione mediante rotoballe ad alta densità, ottenuto con macchine compattatrici. Macchine pensate e realizzate per essere impiegate nel campo dei rifiuti (ad esempio per la produzione delle ecoballe da discarica) che però hanno trovato uno spazio interessantissimo anche per uso agricolo.

I compattatori (sul prossimo numero di Professione Allevatore testo e filmato operativo, da non perdere ovviamente) producono balle fasciate con telo plastico  e  un peso che può andare da 800 kg fino a 1100 kg. Il punto di forza di questa soluzione è la densità. Possiamo arrivare a densità sul tal quale di 700-800 kg/metro cubo, contro i 600-650 ottenibili in trincee ben fatte.

È proprio l’elevata densità del materiale presente nel ballone che ne assicura l’eccezionale conservazione, riducendo al minimo in contenuto di aria nella massa imballata.

Il processo della compattazione può essere applicato a una gamma estremamente ampia di matrici. Si va dal trinciato di mais o di cereali, agli erbai, fino ad arrivare all’unifeed pronto. Per la massima efficacia del processo il foraggio deve essere di dimensioni ridotte: i trinciati possono essere compattati cosi come escono dalla trincia; per gli erbai (medica, loietto, prati stabili) serve un pre-appassimento e una trinciatura previa.

La compattazione ha un effetto diretto sul valore nutrizionale del foraggio conservato, qualunque esso sia, grazie alla minima incidenza delle perdite rispetto all’insilamento tradizionale. La cosa si nota anche a livello quantitativo: a parità di superficie foraggera, la quantità a disposizione della stalla è superiore con la compattazione rispetto alla trincea, fino a un + 20%.

L’elevata pressatura della massa ne assicura una elevata conservabilità anche quando la balla è aperta, cosa interessante sempre, ma in particolare laddove il prodotto in blocchi è lasciato nella cucina del robot per l’unifeed.

Come si può inserire la compattazione nella routine aziendale?

Una prima possibilità potrebbe essere l’abbinamento con l’insilamento in trincea tradizionale. Anziché costruire una nuova trincea, o mettere tutto in una trincea insufficiente con i classici “panettoni” nella parte alta, dove la qualità è minima per insufficiente pressatura e massimi i rischi per chi lavora, si potrebbe metter e la parte eccedente di insilato in rotoballe ad alta densità, da utilizzare alla fine, data la loro conservabilità. Una variante potrebbe essere quella di usare insilati in trincea solo per i mesi freddi, mentre per i mesi caldi, quelli più a rischio per la qualità dell’insilato, solo prodotto in rotoballe ad alta densità.

Le possibilità sono tantissime, ognuno può trovare la combinazione ottimale per la sua stalla.

Quello che non cambia è la maggiore elasticità nelle scelte foraggere e la possibilità di ridurre la quantità di trincee presenti o, peggio ancora, fare cumuli improvvisati che esitano sempre in prodotto di qualità e sanità scadenti.

Anche per il compattatore c’è la possibilità di avere un’analisi Nir in continuo ed avere quindi, per ogni ballone prodotto, un’etichetta con le indicazioni nutrizionali.

Ovviamente questa è una macchina per terzisti, non per la singola azienda. Più presente in Piemonte, con una decina di macchine operative, meno altrove (solo un paio in Lombardia).

Come sempre, arrivati fin qui, tanto vale vederlo all’opera.

 

Nell’ordine: il cantiere di lavoro, una fase del carico del foraggio dal carro e il comparatore al lavoro. Il filmato è stato realizzatore corso di un incontro promosso dall’Unievrsità di Torino.