L’unifeed a emissioni zero

 

Silenzioso, rapido, efficace, frugale, capace di fare il suo dovere alla perfezione con una razione impegnativa fatta di solo fieno e, altrettanto agilmente, capace di spostarsi superando pendenze di una certa difficoltà, trattandosi di un’azienda collinare. E, terminata la giornata di lavoro, il carro è messo in ricarica, come uno smartphone qualunque, ed è pronto per la mattina seguente.

 

È solo uno tra le migliaia di carri unifeed operativi nelle stalle italiane, ma è l’apripista dell’unifeed a emissioni zero che potrebbe diventare la realtà, se non oggi, quantomeno domani o dopodomani, quando ciò che si produce in stalla (e nei campi) dovrà essere spiegato anche in termini di emissioni di gas.

 

Detto ciò, in questa azienda di San Gimignano un carro unifeed completamente elettrico è al lavoro da alcune settimane, il primo in Italia.

 

Sicuramente un banco di prova impegnativo, date le pendenze dell’azienda e la razione a base di fieni per la stalla di 50 chianine.

 

 

Se la cava?

 

 

Se la cava bene, spiega chi lo sta utilizzando.

 

 

Viene garantita dalla casa produttrice una durata di 5000 ore della batteria il che, considerando una vita operativa media del carro di 10-12mila ore, significa un solo cambio di batterie, per le quali la casa produttrice assicura il ritiro per il riciclo e lo smaltimento.

 

E i consumi? Per ogni ricarica (tempo di ricarica dalle 5 alle10 ore) si possono preparare 4/5 miscelate, in funzione delle materie prime utilizzate e dei percorsi che la macchina deve compiere.

 

Un ciclo di utilizzo (la versione vista è da 10metri cubi a una coclea; c’è anche la versione da 14 metri cubi e due coclee), ossia preparazione della miscelata e distribuzione, ha portato il livello di carica delle batterie dal 100% all’87%.

 

Il tempo di preparazione dell’unifeed (balloni di fieno scaricati con telescopico nel carro) 40 minuti circa.

 

Sicuramente la silenziosità di lavoro e l’assenza di emissioni sono una garanzia di minimo disturbo degli animali durante l’ingresso e la presenza in stalla della macchina.

 

C’è anche il benessere dell’allevatore che beneficia della minima manutenzione necessaria grazie alla minore complessità del motore elettrico rispetto a quello endotermico e dei bassissimi costi di esercizio, stimabili in un decimo rispetto a un macchina per unifeed alimentata a gasolio.

 

Ovviamente ci sono mille altre considerazioni possibili. L’elettrico non è un’alternativa sempre e comunque al carro tradizionale, almeno ora, vista la limitatezza dell’offerta. Ma sicuramente è una possibilità in più di scelta sui cui ragionare e su cui fare attenzione.

 

Troverete tutti i dettagli sul prossimo numero di Professione Allevatore.

 

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