Perché far funzionare gli spruzzatori anche quando la bovina non c’è?

 

Cosa nota e ripetuta, ma giova ripetere: il consumo d’acqua nella produzione di latte è un punto critico da considerare con sempre più attenzione. Nel senso che va ridotto, perché la riduzione del consumo di acqua nel processo produttivo è un punto chiave di ogni esperienza che voglia raccontarsi anche in termini di sostenibilità, parola chiave per chi fa latte.

 

Nella stalla da latte è difficile ormai trovare realtà dove il sistema di raffrescamento non preveda il sistema di bagnatura delle vacche lungo la corsia di alimentazione, con funzionamento abbinato alla ventilazione.

 

Il punto è che in genere il sistema agisce su tutta la corsia, per tempi e momenti definiti, indipendentemente dalla presenza di animali su tutta la corsia. Per capirci: possono esserci bovine all’inizio e alla fine, ma non in mezzo, però le doccette lavorano su tutta la corsia. Da qui lo spreco d’acqua.

 

Questo però non capita in questa stalla, nella quale l’impianto di bagnatura delle vacche è tarato per vari segmenti della corsia.

 

Quando il sistema di raffrescamento si aziona in base al calcolo del THI con bagnatura delle vacche, la bagnatura non si aziona, infatti,  indistintamente, su tutta la corsia di alimentazione, ma solo nei tratti in cui sono presenti le bovine.

 

Dei sensori infatti (in primo piano nella foto se ne vede uno di questi), uno per ogni segmento di corsia, percepiscono la presenza delle bovine e fanno funzionare la bagnatura per il loro segmento specifico.

 

Dove il sensore non “vede” le bovine presenti il sistema tiene chiusi i “rubinetti”, evitando che vadano a vuoto.

 

Stessa efficacia sul raffrescamento delle bovine, ma risparmio di acqua assicurato. Facile da capire, facile anche da raccontare allorché si decida di lavorare anche sull’immagine dell’azienda.

 

7-sistema-controllo-docette-copia.jpg