In sala mungitura è bene vederci chiaro

Sicuri che l’illuminazione della sala di mungitura sia adeguata?

Potrebbe sembrare che lo sia, poi ci si accorge che, in realtà, potrebbe essere migliorata. Lo si fa e si vede che va decisamente meglio, per qualità del lavoro e risultati.

 Il caso.

Stalla del veronese, mai sotto i 40 kg di media anche in estate, strutture non eccezionali ma una gestione attentissima a ogni piccola sfumatura.

Ad esempio in sala mungitura.

 

La sala di mungitura è generalmente il luogo dove si ha l’unica possibilità di vedere da vicino la singola vacca.

 

Vedere però è un conto, osservare è un altro. E per farlo come si deve serve una illuminazione adeguata.

 

È un po’ come leggere in una stanza: non serve tanto una luce minima in tutto l’ambiente, ma una bella luce concentrata nel punto in cui sono.

 

E veniamo alla nostra stalla.

 

La manager di questa ottima stalla (che ringrazio per le immagini) che ha fatto? Con l’illuminazione tradizionale, con qualche neon sul soffitto, si vede soprattutto la groppa delle bovine, ma la mammella è assai poco illuminata da quel poco di luce diffusa che avanza.

 

E così, cambio radicale e installazione di nuove lampade che illuminano a giorno proprio quel che serve: la parte bassa dell’animale, mammelle in particolare.

 

Una luce tale che i mungitori (categoria in genere poco incline ai cambiamenti) inizialmente avevano mal digerito, sostenendo che servissero gli occhiali da sole per mungere.

 

Però così il momento della mungitura è ora anche un setaccio dove sfugge ben poco.

 

Al punto che – sempre la manager della stalla racconta – allorché si è rotto uno dei vecchi neon gli stessi mungitori hanno detto che non era poi così urgente cambiarla.

 

E, ovviamente, di occhiali da sole non ne parla più nessuno.

 

 

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