In nome della nutria

Ma che bel quadretto! L’ex ministro, tutt’ora onorevole, con una bella nutria in braccio. Ah, che dolcezza, che commozione, che amorosi sentimenti ispira quell’immagine. Lo sguardo complice, l’abbraccio vigoroso, l’empatia naturale che lega i due corpi nel caldo abbraccio.

Nutrie, nutrie di tutti i canali, di tutti i fossi, voi che popolate le aree umide della pianura, che scavate simpatici tunnel sotto gli argini, che vi moltiplicate a dismisura e fatte razzia dell’ecosistema che vi sta attorno, guardate, ammirate e non temete! Non vi fremono i baffetti? Non vi vibra la coda? Anche voi ora siete tra color che sono difesi dal fronte veg, un gruppo minoritario assai, ma con tanti amici nelle redazioni, nella cultura che piace alla gente che piace, nei chiacchiericci web sulla sublimità del germoglio di soia.

E poi, dato che ci siamo, si passerà a difendere e incoraggiare la moltiplicazione dei piccioni e, ancora: perché mai contrastare topi, ratti e pantegane? Dopotutto sono parenti stretti delle nutrie, sia pure in taglia xsmall. Magari, più in là, si comincerà a guardare con più simpatia anche a mosche e zanzare, ora così crudelmente combattute dall’uomo.

Dunque, state tranquille, care nutrie, le mille ragionevoli voci a sostegno delle ragioni di un vostro controllo troveranno sempre un’immagine, un tweet, un post pronti a disperderle come polvere al vento.

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