Rieccone un altro

 

Rieccone un altro. Un altro che ha deciso di fare a meno della rimonta e concentrarsi solo e soltanto sulla produzione di latte.

 

Lo fa già da qualche anno, e nella mandria ne sono rimaste poche di vacche originariamente nate in azienda. Una scelta dettata dalla razionalità, non certo dalla mancanza di passione per la selezione, dato che in passato l’azienda era molto attiva nella selezione e in genetica aveva speso soldi, e non pochi.

 

Ma, a un certo punto, bisogna fare qualche valutazione e capire che non si può disperdere su tanti fronti le risorse disponibili. E la rimonta, in certe situazioni, è un costo che non si ripaga, dice.

 

Queste le ragioni che elenca.

1- La terra e il carico di nitrati per ettaro. quando non è tanta è meglio tenerla tutta per le vacche che fanno latte.

2- La produzione foraggera: vedi sopra. Se non c’è tanta terra meglio produrre per le vacche.

3- Il tempo. Gestire la rimonta richiede tempo e attenzione. Se si è in pochi a lavorare in azienda meglio concentrarsi e fare bene sul segmento che rende di più.

4- I vitelli. sulla quantità di nati, in caso di rimonta fatta in azienda, la metà è data da maschi (a meno che si vada a sensato, ma questa è un’altra storia), e questi sono più un problema che un possibile reddito. L’altra metà sono femmine, è vero, ma quante sono quelle che diventeranno vacche produttive? Nel frattempo hanno drenato tempo, alimenti, denaro.

5- Ancora i vitelli. Qui si feconda a tappeto con Blu Belga, dalla prima all’ultima vacca in stalla. Si ottiene un ibrido che ha un mercato, con qualche cosa in più che ne aumenta ulteriormente il valore: uniformità dei soggetti, dato che si usa lo stesso toro (che dà grande facilità al parto) su tutte le vacche; un numero interessante: ogni anno il compratore sa che può contare su duecento vitelli circa, quante sono le vacche in lattazione; la colostratura fatta come si deve per ognuno. Ogni vitello rende 300-350 euro, e quindi è come se ogni manza che si acquista costasse di fatto 300-350 euro in meno.

6- Qualità delle manze, che si comprano dopo una ventina di giorni dal parto. Il “rifornimento” avviene periodicamente in aste in Germania, scegliendo il meglio ogni volta: prima per le produzioni (mai sotto i 35 kg), poi per arti e mammella. Per ognuna si può contare sulla sicurezza germanica per cui ogni cosa scritta su certificati corrisponde al vero.

7- Ancora sulla qualità delle manze. Animali cresciuti con tanto pascolo nel contachilometri hanno arti e piedi ben sviluppati, robustezza che torna assai utile nella fase successiva in stalla. Una rimonta media in stalla qui del 15-20% lo conferma.

8- E la sanità? Inserire animali da fuori… Vale quanto detto sulla sicurezza che offre l’organizzazione germanica. E poi dopo l’adattamento si fa un vaccino quadrivalente a tappeto.
Certo, ognuno può avere le sue opinioni in merito,

ma in certe stalle farsi la rimonta è un lusso e non una scelta economicamente valida.

 

 

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