2016 in sofferenza. Cambio di passo (forse) verso il 2017

Altro punto di vista per cercare di capire se il tunnel buio continuerà e per quanto, se c’è una luce in fondo e se questa è quella di una nuova alba o quella di un convoglio che viaggia a piena velocità sferragliando e sbuffando in senso opposto.

L’occasione la offre il Rabobank Global Dairy Quarterly Q1 29016 (leggilo cliccando qui), rapporto trimestrale della banca olandese Rabobank che analizza il compartimento lattiero-caseario europeo e mondiale, punto di vista affidabile (per quel che può significare in materia di previsioni) in genere su cose agricole, mercati, previsioni.

Cosa prevedono gli analisti di Rabobank?

Ecco qua. Mercato mondiale sempre debole nel 2016, ma con una possibile tendenza al rialzo con l’avvicinarsi al 2017.

La prospettiva a breve resta dunque pessimista. Una lunga fase di bassi prezzi del latte ha determinato un rallentamento nella crescita di produzione di latte nelle regioni a maggiore vocazione nel mondo, che però restano sempre elevate.

Un aiuto verrà dai consumi, che cresceranno in Asia, Usa e Europa e, secondo Rabobank, la loro crescita, lenta ma stabile, andrà a pareggiare nel medio termine la maggiore produzione di latte.

Focalizzando l’attenzione sull’Europa, Rabobank sottolinea come la lunga fase di bassi prezzi pagati alla stalla sta spingendo le aziende a concentrarsi maggiormente verso un contenimento dei costi piuttosto che su un ampliamento della produzione. Tuttavia ciò non si tradurrà in una caduta nella quantità di latte prodotta.

Crescerà, rispetto al previsto, la produzione della stagione 2015/2016 in Nuova Zelanda, grazie alle maggiori piogge estive.

I prezzi del latte alla stalla sono previsti in ribasso negli Usa, per via di un indebolimento dell’export e a una crescita degli stoccaggi.

Produzioni in calo sono previste per la Cina, così come in contrazione è prevista la produzione di latte in Argentina e Brasile: gli alti costi di alimentazione stanno mettendo sotto pressione i margini per i produttori locali.

Margini per i produttori molto stretti anche in Australia, con un riflesso sulla produzione di latte che, per la stagione in corso, si prevede in equilibrio rispetto al passato.

 

Decisamente, capire cosa sia quella lucina in fondo al tunnel è complicato. Meglio camminare radenti le pareti, non si sa mai.

 

 

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