Un coricometro per misurare il tempo che la bovina passa coricata in cuccetta

 

Un coricometro per misurare il tempo che la bovina passa coricata in cuccetta. Diciamo un parente stretto del podometro, che invece fa il lavoro opposto e misura i passi che la bovina fa, le variazioni, i picchi e associa il tutto all’arrivo del calore.

 

E il coricometro?

 

Facciamo un passo indietro.

 

I problemi podali sono una causa di riforma obbligata ricorrente, incidendo su redditività della stalla e benessere delle bovine.

 

Le cause possono essere molteplici, ma tra queste sicuramente un peso importante ce l’ha il tempo che le bovine passano coricate. O, meglio, il tempo che non passano coricate in cuccetta.

 

Ciò può avvenire per tante ragioni che hanno a che fare con le strutture, con le cuccette, con le gerarchie nella mandria, con il sovraffollamento, con corridoi e percorsi mal dimensionati, punti ciechi, abbeveratoi insufficienti e via discorrendo. Le ragioni possono essere tante e buona parte di esse possono essere corrette.

 

Il punto è che non sempre si conosce con esattezza quanto tempo le bovine passano effettivamente coricate. Se cioè trascorrono quelle 12-14 ore su 24 di cui avrebbero bisogno.

 

Così può capitare che ne facciano meno e il tempo in più passato in piedi si traduce in una pressione supplementare sui piedi e un maggior rischio di problemi, complicato poi dal grado di umidità della superficie di appoggio, della sua durezza, eccetera eccetera.

 

Un problema universale, ovunque ci siano stalle da latte.

 

Da queste premesse nasce il Cow Positioning System (CPS). Con un transponder fissato con una fascia alla caviglia della bovina, il sistema di rilevazione sui tre assi x, y e z invia i suoi dati a un software che indica quanto tempo la bovina sta coricata durante le 24 ore.

 

Come spiega il dr. Jan Lievaart del Dutch Hoof Health Centre, non ci sono sul mercato molti sistemi per il monitoraggio del tempo passato in posizione coricata, e nella stalla si finisce col fare osservazioni generali.

 

Che però spesso sono imprecise perché i dati raccolti mediante il CPS (in Olanda) indicano non solo una grande variabilità tra una stalla e l’altra nel tempo che le bovine passano coricate (il sistema ha mostrato come alcune bovine stiano coricate solo 6 o 7 ore al giorno), ma anche una grande variabilità all’interno della stessa mandria, fino al 50%. E gli animali che si coricano meno poi ci stanno più del dovuto, sacrificando percorsi alla mangiatoia o all’acqua.

 

È però ancora presto – dice il veterinario olandese – per avere dei dati sull’efficacia degli aggiustamenti fatti sulla scorta dei dati ricavati dal CPS in termini di riduzione dei problemi podali.

 

Di sicuro però conoscere con esattezza le ore che le bovine passano coricate – qualunque sia lo strumento utilizzato – permette di guardare con un occhio nuovo a tutto ciò che riguarda la stalla.

 

Anche se apparentemente sembra che tuto sia corretto, ore di riposo in meno del dovuto di una frazione di animali dicono che le cose stanno diversamente e c’è qualche cosa da correggere.

 

Poi arrivano i problemi podali a confermarlo.

 

 

senza-titolo-4 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...