Robot per l’alimentazione, i numeri crescono

 

 

Ieri ero ad un incontro nel quale si è parlato di stalla robotizzata, con particolare focus su mungitura e alimentazione.

 

Se il robot di mungitura è ormai cosa quasi comune, lo stesso non  può dirsi per il robot di alimentazione, che si è affacciato da poco sul nostro mercato.

 

 

Visto all’opera il robot per l’alimentazione (quello “rosso”, tanto per capirci) è una macchina più semplice di quanto si possa pensare. Anzi, dopo qualche tempo diventa naturale vedere circolare con giudiziosa ripetitività ed elettronica precisione questo singolare aiutante aziendale.

 

Un sistema automatizzato di alimentazione  parte dal principio innegabile che per una produzione di latte elevata e di buona qualità, conseguenza diretta di una buona funzionalità ruminale, è preferibile una somministrazione frequente, con quantitativi ridotti, piuttosto che una sola distribuzione in grande quantità.

 

Per le bovine diminuisce la possibilità di selezione alla mangiatoia, la miscelata è sempre fresca, si riducono gli scarti.

Tutto ciò il robot lo garantisce suddividendo l’alimentazione delle bovine in una serie di preparazioni e distribuzioni estremamente flessibili durante le 24 ore, in base a quanto impostato nel software di controllo.

 

Una flessibilità che riguarda il numero dei passaggi, ma anche il tipo di miscelata preparata: di fatto è possibile far preparare e distribuire al robot un numero quasi “infinito” di razioni, potendo così dare ad ogni gruppo di bovine in stalla (asciutte, freschissime, fresche, a fine lattazione, eccetera) una specifica miscelata, tarata e bilanciata esattamente su misura delle sue esigenze specifiche in quella fase per foraggi, energia, proteine, integrazioni e via discorrendo.

 

Basta inserire le razioni nei comandi e caricare adeguatamente il locale cucina delle materie prime necessarie.

Senza titolo

Il locale cucina è un’area coperta dove le varie materie prime sono stoccate in piccoli quantitativi, pronte per essere prese dalla benna di carico automatica, una grande pinza che scorre sul ponte soprastante e che “legge” il posizionamento di ogni prodotto in base alla sua posizione in una sorta di scacchiera segnata sul pavimento. In ogni rettangolo l’allevatore inserisce una materia prima e registra posizione e prodotto nel software.

 

Quando poi il robot dovrà preparare una razione, il software non farà altro che dare ordine alla pinza di prelevare da ogni rettangolo interessato un quantitativo esatto di prodotto. Ogni rettangolo corrisponde a un prodotto. La pinza lo fa partendo dai prodotti più grossolani e finendo con quelli più teneri.

 

Il prelievo avviene con grandissima precisione: la pinza infatti pesa la materia prima prelevata nel momento in cui la afferra per portarla al robot di miscelazione e distribuzione. Quanto ai concentrati, questi hanno una loro via di ingresso specifica. Ovviamente il carico delle materie prime lo fa l’allevatore, mediamente ogni tre giorni. Nei vari spazi della “scacchiera” sono depositati in blocchi compatti gli insilati, in mucchi le materie prime sfuse, in piccole trincee i foraggi (fieni e paglia) precedentemente trinciati.

 

Procediamo.

 

Siamo ancora nel locale cucina e il robot di miscelazione e distribuzione, una volta ricevute tutti i componenti della razione, inizia la miscelazione. Due punti importanti a questo riguardo: si sottolineano i bassi consumi energetici (il robot è elettrico, fa solo la miscelazione e lavora su una massa ridotta di materiale) e l’eliminazione quasi totale delle discrepanze nel peso di ogni componente della razione caricato rispetto alla ricetta, grazie all’automazione del processo, alla precisione dei sistemi di pesatura e alla serie di controlli che il robot fa in fase di preparazione della miscelata. Ogni eventuale discrepanza, anche minima, viene corretta nella preparazione successiva, di lì a poche ore.

 

Come si vede, data la frequenza di preparazione e distribuzione e la bassa quantità distribuita ogni volta, praticamente viene azzerato il rischio di razioni squilibrate per errori di carico. Torniamo al robot. Una volta pronta la miscelata per lo specifico gruppo di bovine che deve rifornire, esso inizia la fase di distribuzione.

 

Il robot è completamente autonomo e si muove seguendo con i suoi sensori itinerari definiti da linee metalliche fissate al pavimento nei tratti aperti che lo portano alle mangiatoie. Una volta “agganciata” la mangiatoia la segue fino al suo termine, per essere condotto in un’altra area della stalla e così via, facendo ogni volta il percorso completo. Un percorso che, per una stalla di queste dimensioni e suddivisa in svariati corpi, dura circa mezz’ora.

 

Cosa fa il robot mentre si muove lungo le mangiatoie? Le sue funzioni sono molteplici.

 

La principale è ovviamente quella di distribuire la miscelata là dove serve. Sia prima che dopo, ossia per i gruppi per i quali non è prevista somministrazione in quella specifica uscita, spinge la miscelata presente in mangiatoia verso le bovine e, grazie a un lettore ottico, misura il livello di unifeed presente. Se verifica che è al di sotto di una soglia definita dall’allevatore registra il dato e lo trasmette al software di comando, che attiverà così la preparazione della miscelata necessaria laddove ne sia rilevata la necessità, con lo stesso meccanismo descritto in precedenza.

 

 

E così via, 24 ore su 24, settimana dopo settimana, con una silenziosità, ripetitività e omogeneità di ogni evento che è quanto chiedono animali routinari e paurosi come i bovini.

 

 

Un altro aspetto importante: il robot adatta la preparazione e distribuzione alle esigenze delle bovine: se queste mangiano di meno di giorno (ad esempio per il caldo) resta più miscelata in mangiatoia, il robot la rileva e ritarda la distribuzione successiva. Recuperando poi nelle ore più fresche, quando le bovine mangiano più volentieri e gli viene messa davanti una miscelata fresca appena preparata. E tutto ciò non può che avere un effetto positivo, dato che mantiene alta l’ingestione anche in estate.

 

 

E poi c’è la questione legata alla qualità della vita: essere liberati dal vincolo quotidiano della preparazione del carro è un altro passo avanti nella gestione del proprio tempo libero che fa il paio con la libertà dal vincolo della mungitura assicurata dal più diffuso robot di mungitura.

 

 

Siamo all’inizio di una storia che si ripeterà, come è stato per la mungitura robotizzata? Siamo all’inizio, certo. Ma di questi robot (intesi come macchina che si muove libera) al lavoro in Italia ce ne sono 14. 10 in stalle da latte e 4 da carne.

 

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