Nessuno tocchi il cinghiale

 

Fa danni, fa vittime, si moltiplica senza controllo, arriva ormai alle periferie delle città.

 

Il cinghiale è un esempio lampante di come l’Italia sia un Paese generoso: campagne di ripopolamento abbinate a mille vincoli sugli abbattimenti, e lui zitto zitto si è preso tutto lo spazio che ha voluto e non ha intenzione certo di fermarsi.

 

È aiutato, in questo, non solo dalla mancanza di nemici naturali in maniera significativa e adeguata al suo contenimento (almeno per ora i lupi preferiscono occuparsi di pecore e vitelli, del resto fanno parte anche loro della casta degli intoccabili e fanno quel che vogliono) ma anche dalla capacità del nostro sistema politico-amministrativo di produrre il minimo in termini di risultati con il massimo spiegamento di soggetti e attori, soggetti di buona volontà e azzeccagarbugli, animalisti duri e puri e gente di buon senso.

 

Ma, come sempre accade quando una biglia entra il un flipper (che è un’immagine che ricorda da vicino il nostro sistema di produzione di norme e regolamenti), difficilmente arriva dritta in fondo.

 

Normalmente rimbalza di qui e di là, va giù e torna su, poi va di lato e va dall’altro, a destra, a sinistra, avanti, indietro.

 

Così per il contenimento dei cinghiali. I danni crescono, i pericoli pure, l’esasperazione poi trabocca.

 

Ma, come sempre accade nel Paese che tutela più le nutrie dei bambini, il cinghiale non si tocca: vada e si moltiplichi, la politica ha altro da pensare.

 

O meglio, ci sarebbe anche chi ci pensa, come la Regione Lombardia che ha emanato lo scorso luglio una legge sul controllo del cinghiali, ma non sia mai che una cosa di buon senso passi, anche se non sono così sicuro che i cinghiali conoscano i confini regionali.

 

Per essere sicuri che il buon senso non prevalga ci ha pensato il Governo, che il 15 settembre ha deliberato di impugnare, presso la Corte Costituzionale, la Legge Regionale della Lombardia in materia di gestione venatoria del cinghiale.

 

Ovviamente siamo in Italia, e questo sarebbe abbastanza per rendere la faccenda poco seria, ma non ancora comica.

 

Ecco allora che, per completare la barzelletta, ci si mette la Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, che, proprio il giorno precedente l’illuminata scelta del Governo, ha affrontato il delicato tema della fauna selvatica.

 

Non disponendo di strumenti normativi idonei ad affrontare l’emergenza, gli assessori all’agricoltura hanno chiesto al Governo l’adozione di uno strumento specifico ed urgente che, tenuto conto della eccezionalità della situazione, permettesse di affrontare una questione ormai fuori controllo.

 

E il Governo cosa fa, il giorno seguente? Impugna davanti alla Corte costituzionale la legge con cui, almeno in Lombardia, si cominciava a dare un quadro normativo utile a risolvere il problema.

 

In chiusura non resta che citare, finalmente, qualche cosa di serio, tratto dal sito asterixweb.it: “I cinghiali sono il passatempo preferito dei Galli, insieme a menare i Romani. Infatti Asterix e Obelix si recano quotidianamente nella foresta che circonda il villaggio per andare a caccia di cinghiali”.

 

Avevano capito tutto, anche in materia di cinghiali.

 

cinghiale-copia

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