E tu che omega sei?

 

Diceva il vecchio allevatore che una volta il latte era più buono. Senza alcuna prova scientifica, senza alcun lavoro di questa o quella università, senza dati, senza tabelle, senza niente di niente. Solo, lapidaria, la convinzione: il latte era più buono.

 

Vero è che quando si guardano gli anni passati entra in azione una lente che tutto migliora e pensavo anche questo fosse il caso, preparandomi alla solita tiritera su quando qui era tutta campagna, quando si era poveri ma felici, le stagioni erano stagioni e via luogocomuneggiando.

 

“Prendiamo l’alimentazione delle vacche“, continuava. “Una volta mangiavano erba e fieno poi, anno dopo anno, decennio dopo decennio, l’erba è sparita, il fieno si è ridotto e si è sempre dato più mais. Mais trinciato, mais farina, mais schiacciato: mais e ancora mais”.

 

“Lo sa lei – qualcosa nel suo sguardo mi suggeriva che nutrisse dei  dubbi – cosa cambia passando da tanta erba (e/o fieno) a tantissimo mais per quel che riguarda il contenuto di omega 3 e omega 6?”

 

Decisamente la conversazione stava planando in un territorio tutt’altro che presidiato dal luogo comune.

 

Quello che cambia lo sappiamo: di questi due acidi grassi polinsaturi, salvo correzioni mirate nella razione, l’equilibrio scivola inesorabilmente a favore dell’omega 6, di cui il mais è ricco, a discapito dell’omega 3. Entrambi servono all’organismo, è chiaro, ma in rapporto bilanciato.

 

Rompere questo equilibrio e farlo scivolare di varie volte la norma verso un predominio dell’omega 6 non è una situazione favorevole, anche se questo è avvenuto nel tempo.

 

Non è favorevole per le condizioni di salute e benessere della bovina (tutta la dinamica degli stati infiammatori, ad esempio, vede l’omega 6 giocare un ruolo), ma anche per la salute umana (idem).

 

Mediamente, senza magari troppo capirci, anche il consumatore non particolarmente informato ha cominciato a famigliarizzare con la faccenda e ripete con sicurezza: omega 3 bbbuono /omega 6 cativo.

 

Torniamo a noi, alla mangiatoia delle vacche e al latte prodotto. Quello squilibrio nel rapporto 3-6 è ovviamente arrivato anche nel grasso del latte e, come sempre accade in questi casi, ci sarà chi, un giorno, alzerà il ditino vegetale da qualche pulpito per dire che il latte bovino fa male perché è troppo ricco di omega 6.

 

Dove c’è un problema c’è anche un’opportunità, in genere. E questa è un’opportunità, per chi produce un latte che deve assolutamente differenziare dal resto del tank planetario, dandogli qualche cosa che il resto non ha.

 

O togliendogli qualche cosa che il resto del latte ha in eccesso, come in questo caso.

 

Sappiamo quanto fanno presa sul consumatore le questioni nutraceutiche. Dunque, poter affermare che il latte italiano ha un basso contenuto di omega 6 sarebbe certo una bella spinta a farlo uscire dalla trappola della commodity in cui si trova segregato.

 

Certo non è facile, perché significa darsi un indirizzo di alimentazione e di scelte foraggere preciso, in qualche modo vincolante.

 

Ma è un investimento per il futuro, per distinguere e caratterizzare una produzione nazionale altrimenti indifferenziata, arricchendola di contenuti che saranno sempre più richiesti.

 

Un po’ come quegli allevatori che selezionavano massicciamente per la k caseina quando nessuno o quasi ci badava e adesso si trovano una mandria con una marcia in più e sono corteggiati (si fa per dire) da più di un caseificio.

 

Tornando al vecchio allevatore: dire che il latte di una volta era più buono può essere azzardato, dire però che aveva meno omega 6 è corretto. Poter dire in futuro – e dimostrare – che il latte italiano ha meno omega 6 di quello straniero (ed è come il buon latte di una volta) potrebbe essere un bell’argomento da spendere in future trattative.

 

 

2 pascolo

 

 

 

Una risposta a "E tu che omega sei?"

  1. Leggo sempre volentieri i tuoi articoli, ti posso lasciare con una precisazione? Il latte è pieno di grassi saturi, in particolare di stearico: altrimenti il burro non starebbe più insieme in frigo! Cordiali saluti, grazie mille

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...