Microbiota della mammella, un controllore delle mastiti?

 

Con il termine microbiota si avrà sempre più consuetudine nei prossimi anni.

 

E non solo la ricerca ricercante ma anche la pratica di campo e, in genere, chi ha poco tempo e voglia di leggere, questa parola imparerà a conoscerla.

 

Già, perché il microbiota, ossia quel variegato, anzi, variegatissimo, mondo di microrganismi commensali, simbiontici e patogeni che popolano un certo ambiente nell’organismo, svolge azioni sempre più importanti e sorprendenti.

 

Addirittura sembra che dica la sua anche per quanto riguarda l’espressione genica.

 

Ossia – semplificando – quello che sta scritto su un gene non è detto che si traduca nel fenotipo se il microbiota non è d’accordo.

 

Se del microbiota intestinale si parla da tempo, su quanto sia importante e su come influenzi una quantità di funzioni che vanno dalla nutrizione, alla sanità, all’immunità, poco si sente parlare di microbiota mammario e di come questo, analogamente a quello intestinale, abbia un ruolo di primo piano nel condizionare la suscettibilità di una bovina alle mastiti.

 

La domanda è: se cambia la composizione del microbiota, ci sarà un effetto sulla salute dell’animale? E, a questo riguardo, dalla composizione del microbiota si potrà già individuare una maggiore o minore sensibilità della bovina alle mastiti, così come per avviene per la verifica del genotipo?

 

Ecco lo studio, presentato alcuni mesi fa nel corso del 19° Congresso Sivar di Cremona dal prof. Hans-Joachim Schubert dell’Università di Hannover (Germania).

Un gruppo di bovine è stato suddiviso in categorie specifiche in base alla conta del numero di cellule somatiche. Il primo gruppo era caratterizzato da valori di conta molto bassi in asciutta e il secondo da valori elevati.

 

È stata analizzata tramite PCR (Polymerase chain reaction) la composizione genetica dei batteri del microbiota mammario di questi animali e si è evidenziata una forte differenza fra i due gruppi.

 

Che significa?

 

Che c’è un collegamento tra il microbiota e la salute della mammella.

 

Continuando a seguire i soggetti nei periodi successivi, il gruppo con conta bassa di cellule somatiche è stato suddiviso in tre gruppi, a seconda che nel tempo la conta si impennasse, rimanesse bassa o si rimanesse in una situazione intermedia.

 

Anche in questo caso le tre popolazioni del microbiota differivano significativamente fra loro, indicando così che la composizione genetica del microbiota della mammella può essere utilizzata anche per avere informazioni sull’instaurarsi di una mastite.

 

È vero: con l’antibiotico-resistenza i batteri pongono crescenti problemi alla sanità (umana e animale) e alla pratica di campo. Ma più si studia il microbiota e più si capisce che proprio dai batteri possono arrivare anche segnali importanti perché questi problemi diminuiscano.

 

 

olp

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