Sul circuito dell’allevamento usare un’auto da corsa o un fuoristrada?

 

Fare latte per fare reddito che è un po’ come una corsa automobilistica, ci sono tanti circuiti diversi, strade lisce e sterrati, rettilinei e curve, salite e discese.

 

 

Ci sono macchine velocissime ma delicate, altre più lente ma robuste.

 

 

La questione è: vale sempre al pena avere la macchina più veloce in assoluto se poi è spesso ferma ai box o, addirittura, va sostituita dopo pochi giri perché fonde il motore?

 

 

La stessa questione che si sono chiesti in questa azienda, quando hanno deciso di diventare allevatori di vacche da latte. E si sono dati una risposta, della quale – dicono loro – non hanno avuto mai modo di pentirsi, anzi: sono più soddisfatti che mai.

 

 

Questa risposta ha le forme robuste della Pezzata Rossa.

 

 

Attualmente hanno 260 pezzate rosse in lattazione, più tutta quanta la rimonta.

 

 

La produzione di latte era modesta all’inizio, ma il lavoro di selezione genetica ha dato ottimi risultati, generazione dopo generazione, di fatto raddoppiando anno dopo anno le quantità di latte, arrivando alla media attuale di 105 quintali.

 

 

Il lavoro di selezione è stato concentrato fondamentalmente su quantità di latte (grasso e proteine arrivavano anche senza cercarle) e conformazione della mammella. In entrambi i casi il miglioramento è stato netto.

 

 

La velocità del miglioramento è stata garantita anche dalla vastità del bacino genetico a cui attingere nell’ambito dei tori di Pezzata Rossa della selezione italiana e, quando serve, nel grande mondo Simmenthal.

 

 

Ad esempio, sulle manze si utilizza Montbéliarde, che ha una selezione alle spalle più mirata sul latte e la mammella, e la stessa Montbéliarde è usata per le situazioni che richiedono un’azione più decisa sulla mammella.

 

 

La Montbéliarde è usata sempre per le manze anche perché, spiegano qui, ci sono dati più sicuri riguardo alla facilità al parto, dettaglio importante per una razza che ricorda fin dal vitello neonato di essere anche una produttrice di carne.

 

 

Insomma, c’è un equilibrio e una varietà grazie ai quelli si riesce a fare un ottimo lavoro selettivo e ottenere una mandria produttiva, di facile gestione e resistente.

 

 

Lavoro di selezione che continua, con l’obiettivo soprattutto di migliorare ancora di più i titoli, che inevitabilmente sono stati un po’ penalizzati dalle quantità crescenti di latte prodotte.

 

 

 

Su resistenza e fertilità i numeri sono eloquenti.

 

 

L’intervallo parto concepimento si aggira sui 100 giorni, i calori sono evidenti, la fertilità decisa: il vitello ogni anno qui è la regola per ogni bovina.

 

 

Le lattazioni sono corte e ogni bovina produce sempre nella fase di massima efficienza.

 

 

Un elemento che trova una sua dimostrazione empirica anche da un dettaglio significativo: in azienda è stato realizzato un impianto biogas da 100 kWatt alimentato solo con liquame e letame. Ebbene, la resa delle deiezioni nel digestore biogas si è dimostrata leggermente inferiore rispetto ai livelli tabellari standard. Ovviamente quello che è più efficientemente trasformato in latte e carne prima sarà un po’ più povero per la trasformazione nel digestore.

 

 

Tornando ai numeri, ci sono altri punti forti di questa razza sottolineati dai due fratelli sono il numero ridottissimo dei problemi metabolici post parto, la resistenza alle mastiti, le basse cellule somatiche nel latte. Tutte ragioni che spiegano la ridotta spesa per farmaci: la media stalla, vaccini compresi (si vaccina per IBR e BVD e un trivalente in vitellaia) è sotto 50 euro per vacca in lattazione. Non è raro trovare stalle dove questo costo va moltiplicato per 4, per 5 e anche per 6.

 

 

Bisogna considerare con attenzione anche il valore della carne. Avere una mandria di Pezzate rosse significa avere una importante produzione di carne che si affianca a quella del latte.

 

 

Un valore dato dai vitelli, ma anche dalle vacche a fine carriera.

 

 

Data l’ottima fertilità della mandria e la grande disponibilità di rimonta si tende a riformare le vacche alla quinta lattazione, per avere solo soggetti produttivi e che danno pochissimi problemi. Queste bovine hanno l’ultima lattazione un po’ più lunga e, negli ultimi mesi, assumendo l’unifeed di lattazione tarato sulla produzione media, mettono su carne e arrivano a pesi attorno agli 800-850 kg. Quando la produzione di latte scende sotto i 20 kg sono riformate.

 

 

Il “più” di incasso per le vacche a fine carriera, insieme a quello per la vendita dei vitelli a un prezzo migliore, è un reddito che affianca in maniera significativa quello dato dalla vendita del latte.

 


 

Detto ciò, questa è un’esperienza concreta di una situazione concreta.

 

 

Non vuol certo essere un modello da copiare, ci mancherebbe. O nemmeno la “scomunica” di una razza rispetto a un’altra.

 

 

È solo una declinazione tra le tante verbo “allevare per fare latte e reddito”. Se si hanno ben chiari gli obiettivi, ci si può arrivare in modi che possono essere anche differenti.

 

 

La cosa importante è capire quale strada vogliamo (dobbiamo) percorrere e in base a questa valutare l’auto più adatta. A volte si fa l’errore di scegliere prima l’auto dei sogni, magari da corsa, per poi imprecare in continuazione dovendo percorrere lunghi tratti sterrati o pieni di buche.

 

 

4 bella apertura- bis

 

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