Al via la prima Asta di bovine nate e allevate nel Comprensorio del Parmigiano Reggiano

 

 

Quando si dispone di un formidabile prodotto e di un formidabile marchio, tutto è utile per dare sempre più garanzie al consumatore e, allo stesso tempo, accrescere il valore e la redditività di ciò che si produce.

 

Quando si parla di Parmigiano Reggiano tra le novità che accresceranno la redditività della stalla c’è sicuramente quella dell’obbligo di avere bovine nate e allevate nel comprensorio di produzione.

 

Una buona occasione per chi ha bovine da cedere, perché si crea un circuito con quotazioni specifiche, sicuramente più elevate rispetto alle quotazioni di mercato di animali fuori comprensorio.

 

Più o meno lo stesso che si ha con il formaggio.

 

Ecco allora che è interessante la segnalazione dall’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna, che ha organizzato per il prossimo 2 dicembre la “Prima Asta delle bovine da latte nate e allevate all’interno del Comprensorio del Parmigiano Reggiano”.

 

L’iniziativa, nel panorama regionale, rappresenta una novità assoluta e verrà ospitata all’interno del Consorzio Agrario di Parma  che per l’occasione metterà a disposizione la sua struttura.

 

 

“Le modifiche apportate lo scorso anno al Disciplinare di produzione del Parmigiano Reggiano – afferma il direttore di Araer, Claudio Bovo – ne contemplano una in base alla quale la produzione, in futuro, dovrà avvenire solo con latte proveniente da vacche nate e allevate all’interno del Comprensorio. Un aspetto molto importante che ci ha suggerito l’idea dell’Asta. Infatti, in questo modo crediamo di contribuire alla valorizzazione degli allevamenti, offrendo agli allevatori la possibilità di acquistare solo animali iscritti al Libro genealogico, sottoposti ai controlli funzionali da parte dei tecnici Araer, morfologicamente perfetti e in linea con tutti i requisiti previsti in materia di benessere animale e stato sanitario”.

 

 

A questa prima Asta parteciperanno una trentina di capi sia di razza Frisona che Bruna: 6 vitelle; 6 manzette non gravide; 8 manze gravide (fecondate da almeno 3 mesi); 10 vacche in lattazione che abbiano una conta di cellule somatiche inferiore a 300mila.

 

 

Una delle peculiarità dell’Asta sarà la valorizzazione delle bovine, in quanto tutte figlie di riproduttori inseriti nel circuito della fecondazione artificiale nazionale,  alimentate con mangimi non ogm.

 

 

Particolarmente rigorosa la selezione dei soggetti, che prima di essere ammessi all’Asta verranno analizzati dai tecnici Araer i quali, al termine della valutazione, esprimeranno parere favorevole o contrario alla partecipazione. Per le vacche in produzione verrà fornito agli allevatori proprietari l’elenco delle caratteristiche richieste, compresa la quantità di latte prodotto.

 

 

Le bovine che verranno battute all’Asta dovranno arrivare presso la sede del Consorzio Agrario di Parma entro le ore 17 del 1 dicembre. Lì verranno prese in consegna dai tecnici Araer che provvederanno alle operazioni di mungitura e alla successiva analisi del latte per stabilire i tenori di grasso, proteine, cellule somatiche, lattosio e inibenti.

 

 

Anche la toelettatura delle bovine rappresenterà un momento molto importante e sarà curata da personale appositamente selezionato. Infine, per avvalorare sempre più il concetto di continuità e coinvolgimento delle nuove generazioni, ai ragazzi del Dairy Club verrà assegnato il ruolo di conduttori delle bovine che sfileranno davanti al pubblico e al banditore.

 

 

“In altre regioni come il Trentino Alto Adige – conclude il direttore di Araer – l’Asta delle bovine è una prassi ormai consolidata. Possiamo affermare che per noi si tratta di un esperimento in cui crediamo molto per i motivi che ho elencato prima. Confidiamo nella buona riuscita dell’iniziativa, prima tappa di un nuovo percorso pensato e realizzato, ancora una volta, a vantaggio degli associati Araer”. (Fonte Araer)

 

 

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