Doppio laser: bye-bye spermatozoo maschile

 

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Avete presente quel simpatico momento quando una prima pattuglia munita di rilevatore di velocità vi individua e, subito dopo, una seconda vi ferma?

 

Ecco, se vi viene da imprecare pensate che se foste uno spermatozoo “maschile” durante la produzione di seme sessato con un nuovissimo processo messo a punto da poco, le cose sarebbero simili nella forma, ma molto diverse nella sostanza.

 

Dopo la segnalazione della prima pattuglia, la seconda provvederebbe a eliminare voi,  mentre vostra moglie passerebbe illesa, con molti  complimenti e i sorrisi.

 

Di cosa stiamo parlando?

 

Come detto, di un nuovissimo sistema di sessaggio del seme, presentato in un recente convegno.

 

Concettualmente la situazione non è differente dal siparietto descritto in apertura.

 

Il sistema, infatti, funziona così.

 

Si ha dapprima una colorazione degli spermatozoi con un colorante specifico per la materia genetica di composizione.

 

Avendo le cellule femminili una massa molecolare maggiore di circa il 4% rispetto a quelle maschili, le prime capteranno una maggiore quantità di colorante, risultando quindi di colore più marcato.

 

Il passaggio successivo è l’allineamento degli spermatozoi che vengono indirizzati in una sorta di passaggio obbligato, uno ad uno.

 

A questo punto un primo laser riconosce che tipo di cellula sta passando e dà il segnale al laser successivo, che lascia passare la cellula femminile e inattiva lo spermatozoo maschile.

 

Alla fine del percorso il flusso di spermatozoi arriva nella paillette e la dose è pronta.

 

Detto così sembra molto semplice, ma lo sembra molto meno se si considera che, da questa sorta di casello autostradale, passano milioni di cellule in frazioni di secondo, cellule che devono essere riconosciute e trattate in maniera selettiva.

 

Un po’ come se, davanti alla prima pattuglia con l’autovelox, passassero milioni di automobili in una frazione di secondo e la seconda pattuglia fermasse metà delle auto per la contravvenzione nel medesimo tempo.

 

Dove sta il vantaggio di questa nuova tecnologia?

 

Secondo chi l’ha studiata e realizzata consente un grande “benessere” degli spermatozoi perché non si applicano alte pressioni, scariche elettriche o forze di taglio: semplicemente (si fa per dire) i laser vedono e provvedono solo dove serve.

 

La dose ci guadagna in fertilità e l’allevatore – viene assicurato – in risultati nella stalla .