I danni (e i possibili rimedi) del sovraffollamento a intermittenza

 

Chi è senza sovraffollamento scagli la prima pietra, si potrebbe dire parafrasando.

 

Certo, molto si dice e molto si punta il dito su stalle sovraffollate, densità eccessive, mandrie cresciute nel numero più di quanto siano cresciute le capacità delle strutture.

 

Ne deriva una situazione di competizione continua tra gli animali per ogni cosa, dallo spazio in mangiatoia agli spostamenti nella stalla, financo alla possibilità di stare in cuccetta.

 

Bene, anzi, male, ma questo si sa ed è facile da quantificare: tot animali, tot centimetri di mangiatoia, tot centimetri di abbeveratoio, tot metri quadri di superficie.

 

C’è però un altro sovraffollamento periodico, ossia che si presenta solo in determinate fasi dell’anno, che fa danno in stalla.

 

Mi riferisco alle situazioni di sovraffollamento di questa o quella area legate a una andamento disomogeneo di fecondazioni prima e parti poi.

 

La stalla, presa nei suoi fondamentali, avrebbe tutte le carte in regola e le misure giuste, ma l’andamento altalenante della fertilità, ad esempio quando colpisce duro il caldo estivo, porta ad avere colli di bottiglia in certi periodi che sono una sfida gestionale, sanitaria, produttiva al limite dell’impossibile.

 

Così si avrà la fase in cui l’area di asciutta è sovraffollata, poi l’area di parto, il gruppo di osservazione post-parto avrà poi più animali di quanti potrebbe o qui si dovranno tenere meno tempo del dovuto perché altri animali spingono.

 

Tuttavia la cosa, anche se sembra risolversi con tempo e il regolarizzarsi del flusso di mandria, crea alle bovine coinvolte problemi, quelli tipici del sovraffollamento, che con molta probabilità si faranno sentire per tutta la lattazione.

 

È sempre più evidente, ad esempio,  quanto ogni stress in gestazione abbia un riflesso non solo sulla lattazione successiva della bovina coinvolta, ma addirittura vada a interferire sulle caratteristiche future della vitella, con azione diretta addirittura sulle modalità di espressione del suo patrimonio genetico.

 

Il che significa che un lavoro di scelta genetica studiato e pesato alla luce di letture approfondite di famiglie e ascedenti può poi finire nel tombino perché, per fare un esempio,  l’asciutta o il post parto hanno conosciuto una fase di stress importante.

 

Ecco allora che diventa importante avere sempre sott’occhio il rischio “subclinico” del sovraffollamento, ossia i punti e le fasi dove questo si manifesta o può manifestarsi. Predisponendo soluzioni, magari provvisorie e di fortuna, da poter usare come polmoni nei tempi critici, ad esempio per la fine gestazione e per l’inizio di lattazione, per dare più spazio e ridurre lo stress a carico delle bovine coinvolte.

 

Magari non saranno cose di grande bellezza, ma sicuramente saranno di grande efficacia.

 

 

bella vista stalla lettiera

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