Crudista, Paleo, Dukan, Detox e altro ancora: la gran tombola delle fedi alimentari (e c’è pure il neghista)

Tempo di pranzi, tempo di abbuffate, tempo di tavole imbandite di mille cose. Come mille sono ormai le fedi alimentari tra cui chi organizza l’evento mangereccio deve sapersi districare.

Tante variabili da considerare, come i numeri estratti dalla tombola.

Premetto che questo articoletto deve moltissimo a una brillante esposizione di un professore di marketing dell’Università di Roma, recentemente invitato ad un convegno sull’allevamento (cosa, detto per inciso, abbastanza sorprendente visto come viene considerata la materia nel giro zootecnico).

Attenzione, questo è un pezzo ironico, poco serio, una cosa senza pretese.

Meglio specificare, non si sa mai: si può scherzare su tutto, ma ci sono argomenti tabù per la nuova inquisizione imperante. Uno di questi è il cibo, specie se si mettono in discussione le parole d’ordine che definiscono cosa è bene e cosa è male.

Torniamo a noi e cominciamo.

Questa è una Tombola aggiornata. Stile quella che si fa (o si faceva) durante le feste, mezzi storditi di zampone, spumante e panettone. Ma questa volta, a ogni estrazione, corrisponderà una appartenenza alimentar-fideistica, di quelle che ormai si stanno moltiplicando con progressione logaritmica.

Pronti? Cominciamo.

Primo estratto: Vegano.

Facile facile: niente carne, pesce e prodotti animali, sì, invece, a frutta, verdura, proteine vegetali.

Procediamo, nuova estrazione: Paleo.

Qui la regola è no a latticini, legumi, zucchero e sale, mentre piatto accogliente per carne, pesce, crostacei, uova, verdure in dosi moderate, bacche e frutta.

Prego, attenzione signori, nuova estrazione: Macrobiotico.

Qui, per l’adepto, la dieta prevede verdure, frutta e noci, mentre per gli alimenti cotti non si devono superare i 40 gradi centigradi.

Scrollatina al sacchetto e nuova pescata: oh, ecco il Crudista.

In questo caso il chierico crudista ricorda il macrobiotico, però è più intransigente sulle temperature: severo diniego per cibi cotti, solo il crudo ha posto nel suo cuore e nel suo stomaco.

Prego, silenzio, ecco la nuova chiamata: Atkins.

E questa che diavolo è? Semplice, è la dieta di colui che dice sì a pesce, carne magra, uova, verdura e frutta, ma no, fieramente no, a quegli alimenti con alto contenuto in grassi.

E ora cosa arriverà? Ecco qui: Detox.

In questo caso l’enfasi del devoto è su periodici fasi di digiuno, e poi semaforo verde per verdure crude, frutta e succhi di frutta; semaforo rosso per latticini, zuccheri, cereali, carne.

Un attimo di pausa e si riprende: l’estratto ora chi è? Ah, eccolo: Vegetariano.

Qui è facile facile: no a carne e pesce, sì a verdura, frutta, uova e latticini.

Un po’ più ostica la chiamata di adesso: Flexitariano.

È colui che fondamentalmente sarebbe un vegetariano, ma con una certa flessibilità, non disdegnando un occasionale consumo di carne e pesce.

Nuova chiamata: ecco il Dukaniano.

Per lui sì a latticini, carne e uova, mentre secco no a cereali, mentre con moderazione accondiscende a mangiare verdura e frutta.

E avanti così, si potrebbe procedere per ore…

Passiamo quindi alla categoria finale, quella che (dato che ogni religione ha sempre più peccatori che santi) potrebbe essere la più rappresentata, anche se la più taciuta: quella del tuttista-neghista.

Chi è?

È quello che dice di essere intollerante agli allergeni più di moda, di “voi non sapete cosa danno da mangiare a quei poveri animali allevati”, di chi odia la carne, guarda storto uova e formaggi, il latte l’ha abbandonato da tempo… ma poi, tra una crociata e l’altra, quando è solo, si pappa di tutto (è, infatti, un tuttista) e con gusto.

Certo, negando in pubblico di farlo: altrimenti che neghista sarebbe?

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