Perché elettronica di stalla e alta genetica sono le due facce della stessa medaglia

Si può fare a meno della miglior genetica in stalla?

 

No, non si può.

 

O, meglio, anche per chi non è fanatico delle prime posizioni in classifica nella scelta dei tori, il progresso genetico, generazione dopo generazione, è sempre importante, modellando vacche sempre più mirate a fare  tanto latte, con titoli migliorati, maggiore capacità di trasformare gli alimenti, minori emissioni gassose, minore sensibilità agli stress termici, maggiore resistenza, sanità e fertilità.

 

La bovine di oggi non sono tutte così. Prossimamente lo saranno, a colpi di selezione.

 

Animali di questo calibro avranno però richieste ancora più impegnative da soddisfare di quelle di adesso. Di nutrizione (in senso di macronutrizione ma, soprattutto, micronutrizione); di ambiente di allevamento, di suscettibilità agli stress (in primis quello da caldo) di gestione, di sanità.

 

Soprattutto, parlando di sanità, saranno animali che richiederanno un approccio preventivo più che curativo. Non solo per l’esigenza di ridurre il consumo di farmaci in stalla, ma per il fatto che, essendo “macchine” da latte così sofisticate, l’anticipo del problema (metabolico, infettivo, funzionale) sarà sempre più la mossa vincente per evitare che il problema diventi troppo penalizzante.

 

Ma per le bovine di domani non sarà più possibile continuare con l’approccio di mandria, con protocolli standard applicabili a blocchi di animali. Si renderà necessario tornare all’approccio individuale, come quando le stalle avevano solo qualche decina di capi.

 

L’approccio individuale significa conoscere di ogni bovina la sua situazione, le sue necessità particolari, addirittura i suoi parametri metabolici ‘giorno dopo giorno. Anzi, ora dopo ora.

 

Ma i numeri di animali nelle stalle sono e saranno sempre più alti, con mandrie sempre più numerose e personale a disposizione non sempre all’altezza.

 

Dunque la via dell’approccio individuale  dovrà tradursi nella realtà di stalla con vie nuove, facendo sempre più affidamento all’occhio e all’orecchio elettronico.

 

Ed ecco che si chiude il cerchio e si completa il ragionamento. Grazie all’elettronica, che comprende ogni segmento della vita di stalla (alimentazione, riproduzione, sanità, controllo dell’ambiente, movimenti, accessi alla mangiatoia, tempi di riposo eccetera eccetera), si possono avere dati puntuali per ogni capo presente e, grazie a queste informazioni, lavorare al meglio.

 

In una parola: si può tornare all’approccio individuale, conoscere di ogni capo tutto quello che c’è da sapere e orientare l’attività esattamente dove serve, quando serve.

 

Lavorare cioè come non sarebbe possibile fare, date le caratteristiche e le esigenze di animali di oggi e di domani, senza l’apporto, sempre più mirato e diffuso, dell’elettronica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

bovine brucano erba alta

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