“Attenzione, il toro in stalla non è un gingillo…”

 

Il toro nella stalla non è un gingillo, ma un cliente da trattare con il massimo rispetto, senza distrazioni, senza confidenze, senza leggerezze che potrebbero portare a conseguenze gravissime, addirittura tragiche”.

 

Lo dice un allevatore di Chianine che ho visto da poco, che ha il gruppo di vacche con il toro all’interno per la monta. Ma si tratta di un concetto di assoluto buon senso, una regola basilare da seguire e far seguire.

 

La cosa che ho trovato interessante, nella sua stalla (che è una vecchia stalla e quindi si tratta di un adattamento a una situazione tutt’altro che moderna) è come ha trasformato questi concetti in una serie – semplice ma efficace – di cancelli, passaggi, percorsi, grazie ai quali è in grado di gestire la questione della monta naturale con un margine di sicurezza estremamente alto.

 

 

Nella parte finale del recinto delle fattrici ha ricavato un box per il toro. Questo box comunica con in resto della stalla mediante un cancello che può essere aperto o chiuso.

 

 

Un’apertura comandata all’esterno del recinto (oltre la mangiatoia, nel corridoio di servizio e quindi assolutamente al riparo), permette di aprire e chiudere un cancello e quindi bloccare ingresso e uscita dal box degli animali presenti.

 

 

Quando vuole bloccare il toro, magari perché deve fare qualche operazione nel recinto delle vacche  (ed è sicuramente prudente non farlo con un toro che gironzola nella “sua” mandria), l’allevatore spiega che lo attira nel suo box mettendo della farina in mangiatoia (dall’esterno, ovviamente) e quindi (sempre dall’esterno) chiude il cancello e blocca il toro.

 

 

Fatto quel che deve fare nel recinto delle vacche, quando la necessità di avere il toro bloccato cessa, il cancello viene riaperto, e il toro torna a circolare nel recinto delle vacche e/o viceversa.

 

 

Nel box del toro può essere ulteriormente implementato con una barriera mobile, gestita dall’esterno, che intrappola gradualmente il toro e ne impedisce ogni movimento.

 

 

È solo un esempio, una soluzione dettata dalla consapevolezza che il primo dovere di chi alleva animali è preservare la propria sicurezza e quella di chi lavora in stalla.

 

L’attenzione non basta: servono strutture e protezioni, perché nei 365 giorni di un anno ci sono milioni di attimi, ma ne basta uno soltanto di distrazione per provocare l’irreparabile.

Senza questa consapevolezza meglio dimenticarsi il toro aziendale.

 

 

5 apertura box toro cancello passaggio

 

5 bis apertura box toro chiusura cancello

 

5 tris apertura box toro

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