Pastone di cereali in alternativa al pastone di mais?

 

C’è chi pensa di abbandonare definitivamente  l’insilato di mais, considerato ormai incapace di tenere il ritmo della partita foraggera nelle stagioni estreme di oggi.

 

Non molti, in verità, in Italia. Anzi, ancora pochi, ma c’è chi è convinto che l’errore sia dei più che recalcitrano piuttosto che dei meno che percorrono nuove vie.

 

E non solo per il silomais, ma anche per la produzione di pastone di mais destinato a fornire la quota amido necessaria per dare energia alla razione.

 

Già qui siamo in un ambito ristrettissimo, perché anche chi boccia il silomais non è altrettanto severo con il pastone.

 

Dunque: cereali autunno-vernini anche per fare pastone?

 

 

La tecnica è come quella per la produzione di pastone di mais, ma la granella non viene macinata, ma schiacciata.

 

Ovviamente serve un approccio corretto, la giusta attrezzatura e un aiuto alle fermentazioni.

 

In particolare si deve:

 

  • operare con una schiacciatrice sulla granella in campo, quando ancora l’umidità intrinseca nella granella stessa si aggiri sul 30%. Con questa umidità è possibile la raccolta con qualsiasi tipo di mietitrebbia oggi in circolazione;

 

  • trattare la granella trebbiata con apposito inoculo che promuova le fermentazioni in silo a basse temperature (per ovviare alle perdite energetiche);

 

  • ottimizzare nel contempo la conservazione delle granelle, garantendo una fermentazione ottimale;

 

  • tenere lontano le muffe;

 

  • evitare ripartenze aerobiche.

 

Se tutto questo è fatto come si deve si fa Bingo, perché:

 

  • si avrà un concentrato amilaceo che permette fermentazioni ruminali lente;

 

  • si avrà energia a costi limitati da cereali che di norma hanno bassi costi di produzione (non richiedono irrigazione, anche se il 2017 ha proposto degli inediti in questo ambito);

 

  • non si avrà la presenza di micotossine e aflatossine così comuni nelle granelle di mais, con rischi crescenti col crescere degli estremi climatici;

 

  • anche la paglia è meno lignificata, perché la raccolta è anticipata rispetto a quanto sarebbe se la raccolta avvenisse alla maturazione fisiologica della granella.

 

E, particolare non da poco, si sarà dato un ulteriore colpetto all’abbassamento dei costi alimentari.

 

Ovviamente, come sempre, questa è una possibilità, poi ognuno faccia un po’ quel che preferisce.

 

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