Motivazione, coinvolgimento, affiatamento: e i dipendenti possono diventare la risorsa più importante

 

L’azienda in questione è tutta gestita da personale dipendente, cosa che richiede una certa capacità di organizzare e gestire le persone affinché il risultato operativo sia il migliore possibile. Oltre al direttore, agronomo, c’è il capostalla e altri 12 collaboratori, tra fissi e avventizi per la campagna.

 

In questa grande stalla, che si caratterizza per ottimi risultati che si mantengono nel tempo, non è certo secondaria la gestione  del personale tra le ragioni che stanno dietro ai numeri.

 

Una squadra  affiatata, coinvolta e motivata è infatti la base per ogni azienda di successo, anche da latte. E la gestione del personale diventa così un passaggio fondamentale per avere risultati e ridurre i costi di produzione.

 

Questo è facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Prova ne è che aziende di piccole dimensioni e ottimi risultati, non sempre riescono a replicare le performance quando crescono di taglia e il lavoro deve necessariamente passare da quello solo famigliare a quello con dipendenti.

 

Servono impegno, coinvolgimento, motivazione da parte di tutti per andare lontano.E serve un giusto abbinamento tra premi “immateriali” (stima, coinvolgimento, apprezzamento, ascolto) e “materiali” (premi, in denaro o altro legati a obiettivi raggiunti).

 

Senza alcuna pretesa di esaustivi, ecco di seguito alcuni spunti interessanti che traducono in pratica quanto accennato.

 

“Innanzitutto – sottolinea il direttore – in un’azienda tutti devono essere coinvolti in tutto. Non ci devono essere zone grigie, non ci deve essere la possibilità dello scaricabarile nelle colpe per un eventuale problema tra una parte e l’altra dell’azienda. Per questi voglio che tutti i dipendenti siano coinvolti nella preparazione delle trincee: se ci sono delle muffe sull’insilato – per dire – nessuno può ritenersi fuori discussione. Ovviamente lo stesso coinvolgimento vale anche per il merito: quando le cose sono fatte bene il merito – e il premio – è di tutti”.

 

“Altro punto chiave è che ci siano in azienda più persone in grado di svolgere la stessa mansione. Da noi per ogni funzione ci sono almeno tre persone capaci di portarla avanti. Addirittura ci sono cinque persone che possono fare la mungitura, compreso il sottoscritto per qualche emergenza”.

 

“È chiaro che per le diverse aree di lavoro ci sono addetti titolari, e questo favorisce la loro specializzazione: i mungitori, il capostalla, chi segue i vitelli, chi fa la podologia. Però ogni persona sa fare anche qualche cosa d’altro se necessario e non è da sottovalutare l’importanza della consapevolezza in ognuno del nesso di causa ed effetto di tutto ciò che avviene in azienda: ogni azione dipende da una precedente e influisce su quella successiva. Se chi si occupa di un settore specifico ha modo di lavorare anche in altri settori tocca con mano la verità di tutto questo e il funzionamento complessivo dell’azienda ne trae giovamento. Inoltre non ci sono mai problemi a sostituire il personale in occasione di permessi e ferie. E, non meno importante, chiunque sa di non essere indispensabile”.

 

“Avendo individuato il momento del parto come uno dei punti cruciali dell’azienda si è lavorato per avere la massima presenza di personale in ogni momento. Tutti gli orari del personale sono stati costruiti in funzione di una presenza continua al momento dei parti. Abbiamo spostato a questo scopo gli orari di mungitura. Mungiamo alle due di notte e alle due del pomeriggio. Prima si mungeva alle 5 e alle 17. Così da mezzanotte alle 5 la sala parto era scoperta e si perdevano dei vitelli. All’una il capostalla fa un giro prima di andare a dormire. Alle due comincia la mungitura e a ogni cambio di gruppo i mungitori vanno a controllare la sala parto. Insomma, non c’è un momento scoperto, nemmeno la notte”.

 

“È importante che l’allevamento non sia mai scoperto, perché l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Ma deve essere una presenza condivisa, non imposta, se si vogliono ottenere risultati. Morale: abbiamo ridotto di quasi un terzo le perdite di vitelli”.

 

“Certo non si può chiedere a un dipendente di andare a controllare la sala parto se non si valorizza il lavoro richiesto. Per ogni vitello nato vivo è previsto un premio che viene liquidato su base mensile (e la stessa cosa si fa sulla qualità del latte)”.

 

Serve tanta tecnologia in stalla, indubbiamente. Ma prima dell’elettronica ci sono le persone.

 

 

lkhiuiuyiipiuyfioijoe-copia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...