8 marzo? Adotta un’allevatrice del Mozambico

 

Ognuno è libero di festeggiare l’8 marzo come crede. Addirittura c’è chi ha pensato di fare un favore alle donne che utilizzano i mezzi pubblici per andare al lavoro organizzando un simpatico sciopero dei trasporti proprio oggi, ovviamente per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione femminile, cosa che farà sicuramente immenso piacere a tutte le donne che vedranno la loro giornata complicata dalla mancanza di mezzi pubblici.


Personalmente trovo più intelligente la proposta del CEFA.
Il CEFA, onlus bolognese, in occasione della giornata dell’8 marzo invita tutti, privati e soggetti pubblici, profit e no profit a partecipare alla campagna per un’adozione a distanza che si traduce nell’aiuto a un’intera comunità.

 

I risultati sono di migliorare il lavoro delle allevatriciintegrare la dieta dei bambini con un alimento sicuro come il latte pastorizzato e come conseguenza offrire più istruzione e cure sanitarie ai bambini.

L’iniziativa rientra nel progetto Africa Hand Project, avviato in Mozambico con il coinvolgimento di ministero degli Affari esteri, Regione Emilia-Romagna, Comune di Reggio Emilia, Granarolo e altri operatori sulla filiera agro alimentare.

 

Un impegno che segue quello della latteria sociale impiantata in Tanzania e scelta come esempio di “best practice” per la sostenibilità ad Expo 2015.

 

Africa Hand project  è un progetto partito nel 2016 a livello locale dotando le comunità rurali di bestiame e insegnando ai futuri allevatori le tecniche per dar vita a una zootecnia sostenibile. Il secondo passo è la fornitura di mezzi agricoli e la formazione agli agricoltori per aumentare le rese, diversificare le colture e favorire l’accesso al mercato.
Il Mozambico è uno dei Paesi più poveri al mondo, con oltre il 52% della popolazione sotto la soglia di povertà ed il 44% della popolazione infantile malnutrita.

 

Beira, seconda città e importante porto fluviale, diventerà il centro del progetto, contribuendo allo sviluppo di una filiera 100% africana che permetta di aumentare la produzione locale e ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Parallelamente Africa Hand Project si è trovato ad affrontare un altro problema del Mozambico, dove quasi la metà della popolazione soffre di malnutrizione cronica che inizia già durante la gravidanza e limita lo sviluppo nei primi anni di vita.

 

Ecco perché il progetto prevede anche la fornitura di latte e derivati alle donne in gravidanza e ai bambini sotto i cinque anni di età, integrando la loro alimentazione con prodotti, frutto dell’allevamento locale, con un profilo nutrizionale elevato e capaci di fare la differenza.

 

E da qui parte l’idea della campagna sull’adozione di una allevatrice, con l’obiettivo di sostenere le 200 allevatrici di mucche di Beira, dove solo il 10% delle vacche totali produce latte e la produzione media giornaliera è di quattro litri, con un reddito per capo di circa tre euro.

 

Con rese così basse, dovute a scarse conoscenze, le allevatrici non riescono a garantire la sussistenza alla famiglia.

 

Grazie alla campagna di fund raising CEFA fornirà per un anno a ogni allevatriceformazione e assistenza tecnica per la gestione dell’allevamento e degli animali con stalla e piccola sala di mungitura; assistenza per le cure veterinarie; anagrafe degli animali e banche dati per le produzioni di latte; buone pratiche per l’alimentazione degli animali e fornitura delle attrezzature per la raccolta dei foraggi; vitto, alloggio e trasporto alle allevatrici durante le giornate di formazione.

 

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