Gruppo per le primipare? Certo, ma si può andare oltre

Ovviamente è una cosa non alla portata di tutti, ma è un esempio di come margini di miglioramento rispetto all’esistente possano trovare una via di recupero attraverso una più attenta e calibrata gestione dei fabbisogni alimentari e gestionali.

Vero, molti hanno ormai inserito nella stalla il gruppo delle primipare, per dare loro una gestione, un ambiente di allevamento e dinamiche sociali nel gruppo più a misura di bovine alla prima lattazione, che devono abbinare produzioni già importanti a una altrettanto importante crescita corporea.

Ma questo non finisce con la prima lattazione.

E, infatti, questo allevatore, con circa 300 capi in mungitura, ha fatto di più.

Nella sua stalla ha cioè fatto molto di più che creare un gruppo a parte per le primipare.

Infatti la mandria è suddivisa in gruppi ancora più definiti.

C’è il gruppo delle primipare, delle secondipare, delle terzipare e delle vecchie.

Non solo, anche se questo già basterebbe a differenziarlo dalla media.

Per ognuno di questi gruppi, che sono tra loro contigui, c’è poi una separazione ulteriore tra fresche e stanche: fresche e stanche primipare, fresche e stanche secondipare, fresche e stanche terzipare e così via.

L’adeguamento alimentare è garantito dall’abbinamento tra unifeed, con una miscelata base per tutte, e autoalimentatori, presenti in ogni gruppo e con cessioni di concentrato tarate su livello produttivo e stato di crescita.

Al di là di questo caso, vale comunque la regola che una mandria va gestita sempre più come un insieme di singoli, con esigenze anche molto differenti tra loro, e non come un gruppo unico le cui esigenze sono tarate su una media. 

2 spazio nuovo copia