Se la Dop è fatta in montagna è anche meglio

 

Ha cominciato il Parmigiano Reggiano ha differenziare la sua Dop anche con una declinazione di montagna, con tanto di disciplinare, marchio e canale specifico per la vendita. Risultato: consumatore che apprezza e compra, Distribuzione che si adegua e tutto sommato gradisce (perché ha – e avrà – sempre bisogno di referenze di richiamo), prezzo pagato più alto, un po’ più soldi in tasca all’allevatore, a compensare costi e fatiche supplementari della produzione di montagna.

 

Un secondo esempio lo fornisce l’Asiago Dop, altro formaggio fondamentale per la nostra filiera. Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago stima, quest’anno, un aumento di almeno il 10% della produzione di Asiago Dop Prodotto della Montagna.

 

“Quest’anno – afferma infatti il Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago – stimiamo un aumento della produzione di oltre il 10% rispetto all’anno precedente. Già le forme sono passate dalle 37.292 prodotte nel 2013 alle 61.736 del 2017, con un +65%. Ora, una serie di segnali positivi ci inducono all’ottimismo. Da un lato, sempre più malghe e caseifici di montagna hanno raggiunto gli standard qualitativi necessari per la produzione di Asiago Dop e possono, dunque, richiedere l’ingresso nel Consorzio, dall’altro, è in costante crescita, in Italia e all’estero, l’interesse per il formaggio Asiago Dop Prodotto della Montagna, espressione autentica di un territorio con un’identità che vede nell’alpeggio e nei caseifici di montagna il proprio elemento distintivo”.

 

Per la prima volta, la produzione della stagione 2018 vedrà l’introduzione, da parte di alcuni produttori di Asiago Dop Prodotto della Montagna, di nuovi parametri di quotazione del latte il cui valore sarà riconosciuto, tra gli altri, in base alla presenza di vitamina E.

 

Questa vitamina, infatti, è un indicatore di sana alimentazione delle vacche al pascolo ma, anche, un prezioso antiossidante naturale che aiuta a prevenire o a ritardare le malattie croniche associate alla produzione di radicali liberi.

 

Che conclusioni si possono trarre?

 

Sicuramente che, anche per una Dop importante e nota, la montagna è un elemento in grado di aggiungere valore e appeal.

 

Certo, deve essere una “montagna” certificata, definita da un disciplinare preciso, identificabile da un marchio.

 

Meglio ancora se si rinforza il lavoro su quegli aspetti nutrizionali che vanno incontro alle esigenze salutistiche del consumatore (e chi compra in questa nicchia è un consumatore più esigente, ma anche più disponibile a pagare).

 

Aspetti – come la ricchezza in vitamina E, ma non solo – che con il pascolo e la montagna hanno un forte collegamento.

 

Hanno un valore nutrizionale importante ma anche, se ben raccontati, un ottimo potenziale di marketing.

 

asiago_dop_prodotto_montagna_.jpg