“Tanto è già pagato per farlo, perché dovrei anche dargli un premio?”

 

Questa è una frase che si sente quando sono coinvolti dipendenti che devono svolgere mansioni definite. “Tanto è già pagato per farlo, perché dovrei anche dargli un premio?”

 

 

Quando le mansioni però sono inserite in gangli strategici per il conseguimento del risultato finale e, in base a come quella determinata mansione viene svolta, possono cambiare numeri e redditività finale, vale forse la pena essere più duttili.

 

 

Caso emblematico in una stalla da latte è quello del mungitore (o dei mungitori).

 

 

Figure chiave, perché dalle loro mani (letteralmente) passa molto di ciò che si vede e si controlla, ma anche di ciò che non si vede e non si controlla.

 

 

Ovviamente sono pagati per fare il loro lavoro al meglio, ma non sempre questo basta a garantire risultati eccellenti anziché buoni.

 

 

E l’eccellenza, giova ripeterlo, è l’obiettivo di ogni attività (stalla da latte in primis) che voglia generare reddito oggi e, possibilmente, anche domani.

 

 

Tra una cosa fatta, una cosa fatta bene e una cosa fatta benissimo ce ne passa.

 

 

Ecco allora che la questione di coinvolgere e motivare con qualche premio extra il mungitore (o i mungitori) può avere la sua efficacia nel far sì che mettano quel quid di attenzione in più oltre il dovuto.

 

 

Già, ma il costo extra per il premio?

 

 

Facile, si fa per dire. E qui arriva a sostegno l’esperienza di una stalla che ha fatto questo percorso. Obiettivo: abbassare la media di cellule somatiche, da 350-400 mila a 100 mila.

 

 

Ovviamente questo non riguarda solo i mungitori, ma, dato che sono loro che dovranno attuare la nuova routine di mungitura definita con il veterinario aziendale, il loro contributo attivo e positivo è fondamentale.

 

 

Ecco allora che per loro è stato definito un premio obiettivo legato al conseguimento del risultato. Un premio che salta fuori da quello che l’azienda incasserà di più una volta migliorato il suo score di cellule somatiche secondo l’obiettivo prefissato. Ci si aspetta che arriveranno 2-3 litri in più per capo e la qualità del latte migliorerà, e di conseguenza salirà il contributo dei premi qualità.

 

 

Un tesoretto aggiuntivo, senza aggravio di costi, all’interno del quale attingere per il premio obiettivo ai mungitori, con una percentuale concordata sul maggiore introito presumibilmente ottenibile.

 

 

Niente miglioramento? Niente premio extra.

 

 

È una delle classiche situazioni win-win: tutti hanno da guadagnarci e, di conseguenza, tutti corrono con la stessa intensità.

 

 

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