La verde Irlanda adesso è un po’ più gialla (per la siccità)

 

Qualcuno in loco l’ha definita una siccità di quelle che si vedono una volta nella vita. Altri che è la peggiore da 168 anni. Sia quello che sia, l’Irlanda è colpita da una siccità feroce che da mesi sta prosciugando terreni, falde e ruscelli, oltre che il buonumore ottimismo degli allevatori, che hanno visto ridursi del 40% l’erba prodotta dai pascoli.

 

È una siccità che non riguarda solo l’Irlanda, ma tutta la parte nord del pianeta, dall’Europa del nord al Canada compresa, Siberia compresa. Quella che, fino a prova contraria (ad esempio questa) era considerata la milk belt, dove fare latte era inevitabile e lo si poteva fare a costo basso per via di pascoli verdi a perdita d’occhio, adesso arranca sotto un cielo senza nuvole, caldo record, pascoli inariditi.

 

Tornando all’Irlanda si legge di proposte per fare stoccaggi e bacini di recupero dell’acqua, perché si è toccato con mano che il modello irlandese può essere messo in crisi, come fosse un Paese mediterraneo qualsiasi dalla mancanza d’acqua.

 

Nelle aziende c’è chi mette mano agli insilati per ovviare alla mancanza d’erba, intaccando la disponibilità  per la stagione invernale. Oppure procede a una riforma maggiore in stalla, eliminando gli animali meno produttivi.

 

Sta di fatto che si sta producendo meno latte, anche se gli animali sono aumentati, e, sicuramente, a un costo di produzione maggiore.

 

Certo uno scenario imprevisto quando, alcuni anni fa, durante la Fiera a Cremona, in un dibattito sul prezzo del latte in forte calo, con una certa supponenza un rappresentante di non so quale associazione di allevatori irlandese sosteneva che loro avrebbero potuto produrre latte senza perderci anche se fosse sceso il prezzo a livelli insostenibili per molti altri Paesi, il nostro in primis.

 

Qualcosa mi dice che adesso quelle parole non le ripeterebbe.

 

Detto ciò, due considerazioni.

 

La prima è che dove c’è siccità c’è meno latte prodotto, perché c’è meno erba e perché costa di più produrlo. Se la cosa riguarda l’Irlanda, che è la “Nuova Zelanda” di questo emisfero, e un po’ tutta la fascia nord del mondo, qualche riflesso sulla disponibilità di latte sui mercati e sul prezzo lo avrà di sicuro.

 

La seconda considerazione è che l’acqua è un fattore cruciale. E una stagione come questa, per noi ricca di precipitazioni e senza ombra di siccità, non deve fare dimenticare che il rischio è sempre dietro l’angolo.

 

E, dunque, i buoni propositi presi nei tempi di siccità non vanno dimenticati nella stagione di abbondanza.

 

 

aridia terra