Balloni di fieno conosciuti, numerati, registrati, scelti uno per uno

 

Quello che fa questo allevatore, zona Parmigiano Reggiano, ha un valore sempre e comunque, che il prezzo del fieno sia a un prezzo altissimo, che sia accessibile, che la stagione sia stata buona, che la stagione sia stata infima.

 

A proposito: sempre il medesimo allevatore, con largo anticipo, fa un contratto con un fornitore per un rifornimento di fieno a un prezzo stabilito, a scanso di problemi.

 

Con una piccola morale: meglio anticipare il problema, con un margine di trattativa, che subirlo poi senza poter fiatare.

 

Ma la questione è un’altra.

 

In questa azienda ogni ballone prodotto ha una storia e un contenuto conosciuto e registrato. Tutti i balloni prodotti sono verificati, numerati, “marchiati”. E dal numero si può risalire in ogni momento al mese, al campo, alle condizioni di lavoro.

 

Vediamo.

 

Per ognuno dei circa 5.000 balloni di fieno prodotto si verifica con una sonda il grado di umidità prima dello stoccaggio: quelli sopra il 20% sono avviati all’essiccatoio aziendale per essere portati al livello adeguato.

 

Su ogni ballone è quindi segnato che tipo di fieno è (medica, prato, frumento), l’umidità che aveva allo stoccaggio, un numero che lo riconduce al campo e al momento in cui è stato prodotto e alle condizioni generali e alle eventuali particolarità da ricordare.

 

Queste informazioni sono poi riportate su un registro aziendale dei fieni , chiamiamolo così.

 

Un gran lavoro di archivio, ma anche una grande utilità alla mangiatoia.

 

Questo perché chi fa il carro non ha davanti una muraglia di balloni di fieno “anonimi” ma tante tessere numerate, conosciute una per una. Come sacchi di mangime, ognuno con il suo cartellino, o quasi.

 

“Così – spiega l’allevatore – se un giorno per caso si dovesse trovare del prodotto avanzato in mangiatoia con il dubbio la ragione stia nella cattiva qualità di un dato ballone di fieno, sapendo la numerazione dei balloni utilizzati quel giorno posso andare a verificare quello che è stato fatto al tempo della fienagione per capire le cause del problema.

 

Inoltre il carrista sa che non dovrà utilizzare, per i giorni successivi, determinati balloni, con determinate numerazioni, per evitare di riproporre il problema anche nei giorni successivi.

 

Se non ci fosse una numerazione e catalogazione di ogni ballone tutto questo sarebbe molto più difficile e la cosa si noterebbe solo più avanti, magari con qualche problema nelle vacche”.

 

Dato che il fieno è – e sarà sempre di più – un fattore chiave della produzione, per i suoi aspetti nutrizionali, di benessere animale, di immagine della produzione, la sua gestione dai campi alla mangiatoia (e la possibilità di avere per ogni ballone una forma rapida di riconoscimento e di risalita alle sue caratteristiche principali) va considerata con la massima razionalità.

 

Il ballone anonimo diventerà l’eccezione, non più la regola.

 

 

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