Irrigazione a goccia nel mais? Per l’acqua, ma anche per il digestato

 

L’irrigazione a goccia può essere un valido sistema anche per la fertirrigazione, utilizzando la frazione chiarificata e microfiltrata del digestato proveniente da un impianto biogas.

 

 

Che questo sia un orizzonte assolutamente a portata di mano e applicabile già da oggi lo stanno dimostrando i risultati del Gruppo Operativo per l’Innovazione “Digestato_100%”, un progetto di ricerca (che vede come capofila il Crpa di Reggio Emilia e aziende provate) che è entrato nel suo secondo anno di sperimentazione.

 

 

Un passo indietro.

 

 

Il sistema di irrigazione a goccia è una pratica agronomica di recente arrivo nel pianeta della produzioni foraggere, segnatamente per la produzione di mais. Eppure, grazie alle sue caratteristiche, in primo luogo per la massima efficienza di utilizzo dell’acqua che si ha con questo sistema, sta guadagnando terreno.

 

 

Letteralmente, perché crescono ogni anno gli ettari di mais irrigati con il sistema delle ali gocciolanti.

 

 

È  un  sistema in evoluzione, anche tecnologica, per adattarsi sempre di più ad ogni situazione.

 

Un passo avanti ulteriore in questo senso è proprio l’abbinamento della irrigazione a goccia con la fertirrigazione, mediante la messa a punto di specifiche ali gocciolanti, e di un sistema a monte di microfiltratura idoneo.

 

 

I vantaggi?

 

 

Notevoli.

 

 

Riduzione, fino alla totale eliminazione, dell’utilizzo di concimi minerali, ampliamento del calendario di spandimento, valorizzazione della frazione chiarificata del digestato, riduzione delle problematiche legate alla emissione di odori, di ammoniaca, di gas serra e, ancora, grazie alla massimizzazione dell’efficienza d’uso dell’azoto fornito, riduzione delle perdite di azoto nella falda acquifera.

 

 

Ora un accenno ai risultati di campo relativi a una coltivazione di mais di 5 ettari nella pianura ferrarese dove si svolge la sperimentazione, con superficie suddivisa a metà tra la parte con irrigazione mediante ali gocciolanti con sola acqua e uso di concimi minerali (urea) e quella con fertirrigazione con digestato microfiltrato attraverso ali gocciolanti, senza utilizzo di concimi minerali.

 

 

Ebbene, l’ala gocciolante se la cava egregiamente anche con il digestato microfiltrato. Naturalmente la sfida di fare fertirrigazione mediante sistema ad ali gocciolanti utilizzando del digestato microfiltrato ha posto più di una complicazione tecnologica, che ha portato alla messa a punto del sistema operativo visto all’opera.

 

 

Innanzitutto per il trattamento fisico del digestato, che consiste dapprima in una separazione solido-liquido mediante compressione elicoidale: la frazione chiarificata viene poi avviata a un processo di microfiltrazione. Il microfiltrato ottenuto, contenente particelle di diametro inferiore a 50 micron, miscelato con acqua (proporzione 1 parte di digestato, 10 parti acqua), passa  in batteria di filtri e quindi è iniettato  nell’ala gocciolante.

 

 

Considerando i dati produttivi del 2017,  il confronto tra le rese del mais nella frazione acqua+digestato e quella acqua+urea ha evidenziato l’assoluta equivalenza come rese per ettaro, sia come granella che come trinciato.

 

 

Con il grande vantaggio, però, di non avere utilizzato alcun tipo di concime minerale azotato nel sistema acqua+digestato, essendo stato fornito tutto l’azoto attraverso il digestato. Con la fertirrigazione sono stati infatti distribuiti 221 kg N totale/ha, rispetto ai 276 kg N totale/ha distribuiti come urea.

 

Decisamente un altro passo avanti per la definizione di sistemi agro-zootecnici sostenibili e in equilibrio.

 

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