La settimana di ferie non è (più) un tabù

 

Si incontrano, e ne ho incontrati in passato, di coloro che ne fanno quasi un vanto: mai fatta una settimana di ferie, mai lasciato la stalla un solo giorno.

 

E, va da sé, quel giorno di lavoro era da intendersi di innumerevoli ore, e agli orari che sappiamo.

 

Era la normalità, certo, ma ha un senso oggi?

 

No, non ha senso. È fondamentale ritagliarsi almeno una (e anche di più magari) settimana di ferie da passare con i figli e la famiglia, staccando dal lavoro. È un diritto per me, ma soprattutto è un diritto per loro.

 

Chi dice questo? Un allevatore di idee ampie e progressive, ma non finisce qui il ragionamento, anzi, ci mette un carico via l’altro, mettendo il dito nella piaga di certe situazioni aziendali dove le infinte ore di lavoro, l’impossibilità di ritagliarsi qualche giorno di ferie, sono figlie di una organizzazione aziendale deficitaria.

 

Il primo pernsiero di un allevatore – dice – deve essere quello di organizzare l’attività in modo che, se per i più svariati motivi, per qualche giorno il titolare non c’è possa girare tutto comunque senza problemi. Servono mansioni certe, protocolli precisi, ‘chi fa che cosa’ deve essere chiaro a tutti, e anche chi fa che cosa se manca questo o quello.

 

E poi serve personale di fiducia, coinvolto, affiatato, preparato, che sappia vedere le necessità senza che glielo si dica e affrontare l’imprevisto anche se è da solo in azienda.

 

Ovviamente personale così non si trova nell’uovo di Pasqua per una botta di culo, ma è frutto di una politica aziendale accorta, che fa del coinvolgimento (e anche nella distribuzione di vantaggi economici per traguardi raggiunti) del personale e nella sua crescita e formazione uno dei suoi punti di forza.

 

Infine, a conclusione, l’allevatore spiega un concetto non proprio secondario.

 

Come faccio a fare appassionare mio figlio a un lavoro che non dà un attimo di tregua, che lega alla stalla tutto il giorno e tutti i giorni dell’anno, che non permette nemmeno qualche giorno di svago per giocare con i figli? E, per giunta, che lascia in tasca sempre meno soldi?

 

No – conclude – la direzione è quella di lavorare meglio per lavorare un po’ meno.

 

ombrelloni.jpg