Lettiera compostata: tanto benessere ma… attenzione all’errore fatale

Di tanto in tanto torna agli onori della cronaca e della tecnica, e non a torto, dato che è una delle soluzioni che assicura il massimo benessere alla bovine stabulate e riduce di molto l’incidenza di vari problemi.

Vero, la lettiera compostata è un bel passo avanti verso il benessere in stalla ma, come per tutti i passi, bisogno stare attenti a non inciampare.

Con la lettiera compostata, infatti, ci sono pochi punti chiave da rispettare, pochi ma importanti.

Ce ne sono di evidenti: la densità delle bovine, ad esempio, o la qualità della lettiera e il rischio legato – qualora si opti per trucioli di falegnameria – di residui di vernici o altri contaminanti.

Ma la questione chiave, l’errore fatale da evitare sta nel nome: se è lettiera coltivata significa che non è lettiera e basta. È una materia dinamica, che cambia e migliora nel tempo, a patto, appunto, di coltivarla come si deve.

Altrimenti è lettiera e basta.

Prima di partire con questa scelta è bene avere presente come, quando e con cosa gestire la quotidiana coltivazione, ossia il passaggio con l’erpice o con analogo strumento in grado di arieggiare la massa in tutto il suo spessore.

Quotidianamente va apportato ossigeno nella massa, per attivare e mantenere le reazioni desiderate ed umificare la lettiera.

Se poi c’è anche l’aggiunta di qualche miscela di enzimi specifici le cose vanno ancora meglio e le reazioni si orientano sul binario desiderato più facilmente.

Senza aria, senza una lavorazione costante, sistematica, puntuale della lettiera, il ristagno delle deiezioni in ambiente asfittico darà luogo a reazioni di putrefazione indesiderabili, con sviluppo di gas dannosi e peggioramento verticale del benessere, problemi sanitari, eccetera eccetera.

Entrare nel recinto quotidianamente per lavorare la lettiera è un’operazione che, in presenza delle bovine, richiede un minimo di organizzazione, ad esempio con un cancello che permetta di separare gli animali, se si tratta di recinti per vacche in asciutta.

Per quelle in latte si può fare durante l’assenza del gruppo per la mungitura.

Quello che conta è però sapere fin dall’inizio che ogni santo giorno la lettiera andrà lavorata e curata, coltivata insomma. E come una coltura ben trattata darà in cambio benessere per le bovine e un ottimo fertilizzante umificato alla fine.

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