Chi insila piano ha un insilato sano (e va lontano)

Sono giorni di insilaggi e di insilati, di trincee e di trinciatori. Un momento delicatissimo, perché si immagazzina una grande fetta delle riserve alimentari dell’azienda zootecnica.

Per questo mi sembrano intelligenti e interessanti (le due cose, in genere, vanno d’accordo) le osservazioni del direttore di una importante stalla padana.

Ecco qualche spunto.

“Il passaggio dai campi alle trincee richiede mille attenzioni, perché è un passaggio spesso responsabile di perdite notevoli in azienda. E, se nell’insilamento si può perdere molto, vale la regola che da qui si possono recuperare margini importanti”.

“Negli anni abbiamo cambiato completamente le tempistiche dell’insilamento. Prima si decideva di insilare un dato giorno e quel giorno si insilava tutto, e non si smetteva fino a che non si aveva finito. Ottimizzavamo i tempi, senza considerare però i diversi stadi di maturazione in cui possono essere le piante tra una parte e l’altra dei terreni, anche se seminate nello stesso periodo”.

“Per questo siamo passati a frazionare i tempi di trinciatura e insilamento. Abbiamo investito in un numero importante di nuove trincee di piccole dimensioni. Trincee non molto grandi, ma numerose. Ci permettono di intervenire nelle migliori condizioni”.

“Ad esempio: se durante le operazioni piove, possiamo interrompere, perché la trincea non troppo grande si riesce a riempire comunque. Questo inoltre permette di insilare nei tempi più idonei riguardo alla crescita della piante nelle varie particelle, uniformando così le caratteristiche del prodotto finale”.

“È una scelta tuttavia che si sta ripagando ampiamente. La trinciatura viene fatta valutando lo stato fisiologico in cui si trova la pianta, valutando l’andamento delle condizioni climatiche in quel momento e previste nei giorni di cantiere aperto”.

“I teli sono messi lungo le pareti laterali e sui fronti della trincea. Quindi mettiamo un telo sottile che aderisce perfettamente all’insilato e poi il telo più pesante. La massa coperta è tenuta pressata con mattonelle di cemento. Non danno spazio a uccelli e roditori di salire sul cumulo, picchiettarlo e rompere il telo”.

“Le file regolari di mattonelle consentono inoltre di dare una visione immediata del procedere dei consumi: ogni settimana so che si “utilizzano” tre file di piastrelle, e quindi, dalla conta delle file di piastrelle presenti sulle trincee, è possibile sapere con esattezza quanto dureranno gli insilati e da qui programmare in anticipo gli acquisti necessari”.

 

Sono indicazioni tratte dall’esperienze maturata sul campo, verificata e validata stagione dopo stagione. Niente di nuovo per qualcuno, certo, ma sicuramente qualche spunto interessante per qualcun altro. Ma sapete che questo Blog è come un buffet in piedi: ognuno prende quello che vuole, quando vuole, se vuole.

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