Quanto è utile un network di allevatori per la condivisione dei dati tecnici

 

Un network di allevatori che condivide dati tecnici in tempo reale, si confronta, scambia opinioni, punta a ciò che si può migliorare, dato che altri nelle stesse sue condizioni fanno magari meglio.

 

Un fatto fino a qualche tempo fa difficile da immaginare, ma ora assolutamente possibile. Certo, la ritrosia atavica di tanti allevatori nel condividere dati è difficile da superare, ma, almeno per quel che riguarda la possibilità pratica, adesso la cosa è assolutamente praticabile e fattibile.

 

E, infatti, c’è chi lo fa.

 

Lo fanno, ad esempio, tanti allevatori in Italia e all’estero che condividono lo stesso robot di mungitura con annesso software gestionale.

 

Me lo ha spiegato e illustrato un allevatore e, passando dall’aspetto teorico alla pratica quotidiana, la cosa mi è sembrata ancora più interessante.

 

Per dirla in maniera molto semplificata, il tutto è organizzato come un social network. Si chiede la condivisione, si accetta et voilà, sullo schermo compare le nuova azienda accettata e viceversa.

 

Avanti così, una dopo l’altra, si arriva a un numero crescente, in Italia e nel mondo.

 

Quindi?

 

È facile capire tutti i possibili vantaggi.

 

Vista la mole di dati che raccoglie H 24 il robot di mungitura (inteso come centrale di controllo della mandria grazie agli innumerevoli optional che le varie aziende propongono) è evidente che si ha una fotografia sempre aggiornata di come procede ogni stalla, in una infinità di sfaccettature.

 

 

Tutti dati, tendenze, andamenti che si possono osservare e con questi raffrontarci per capire se quello che accade da noi è in linea con aziende simili alle nostre o ci sono differenze per questo o quell’aspetto.

 

 

E sono proprio queste differenze che indicano la direttrice su cui lavorare e conducono inevitabilmente a un miglioramento e a un arricchimento.

 

 

Arricchimento tecnico, ma anche umano, perché si crea anche un legame personale più stretto tra i partecipanti al network, con scambi che possono avvalersi della innumerevole serie di strumenti che internet mette a disposizione.

 

 

Un paio di osservazioni a conclusione.

 

 

La prima è che, di fronte a questa miniera di dati in tempo reale, di condivisioni possibili, di accesso immediato al dato, alle medie, ai picchi, per mandria, per gruppo, per singolo capo, in ogni punto del mondo si prova una certa impressione di anacronismo osservando l’organizzazione dei controlli funzionali, figlia di un vecchio mondo del raccogliere dati e comunicare sempre più distanziato dal nuovo che corre e galoppa.

 

 

La seconda osservazione è che non è poi così sicuro che siano in molti a vedere di buon occhio questo possibile network del dato tecnico per confrontarsi e migliorare. La ritrosia e la gelosia regnano ancora sovrane e non da tutti la condivisione del dato tecnico è considerata una cosa utile per migliorare.

 

 

L’alternativa comunemente praticata è però confrontarsi sulle chiacchiere, che si ascoltano ma non si credono, dove anche il dato tecnico viene creativamente comunicato e cambia in base all’interlocutore.

 

 

 

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