Germi e infezioni? È tutto (quasi) come al cinema

 

 

Immaginate un cinema vuoto, con tutte le poltroncine libere. Immaginate anche una folla assiepata dietro le porte, pronta a precipitarsi dentro non appena queste saranno aperte.

 

 

E immaginate anche che in questa folla ci siano soggetti poco raccomandabili (prepotenti, rissosi, disturbatori) mescolati a ottime persone educate, pulite, raffinate.

 

 

Questo secondo gruppo è certo più numeroso del primo, ma si sa che i prepotenti si notano di più e sono sempre più difficili da gestire.

 

 

Infine, immaginate che in questa sala cinematografica ci siano posti più belli e altri meno belli. Nei primi si ha una visione perfetta del film, nei secondi un po’ meno. Non solo. Data la loro posizione, chi sta nei posti migliori, se grande e grosso, potrebbe ostacolare gli altri.

 

 

Aggiungeteci anche che in questo cinema il sistema di addetti alla sicurezza che sorvegliano gli ingressi e circolano nella sala sia costituito da palestrati grandi e grossi e con buona memoria di tutti i ceffi poco graditi della zona, oppure da pochi mingherlini smemorati che non spaventerebbero una mosca.

 

 

Ora immaginate che si aprano le porte. Se si faranno entrare insieme buoni e prepotenti, questi ultimi sicuramente occuperanno i posti migliori e ostacoleranno gli altri, costituendo una seccatura per tutta la proiezione.

 

 

Tanto più se gli addetti agli ingressi e ai controlli non saranno i palestrati, ma i mingherlini timidi, con poca memoria dei ceffi più pericolosi in circolazione e in numero insufficiente.

 

 

Invece, se si faranno entrare prima solo i buoni, i prepotenti – quando arriverà il loro turno – troveranno solo o quasi posti occupati: se ne potrà sedere solo un numero limitato e il resto dovrà starsene fuori, tenuto opportunamente a bada dai palestrati che sanno bene quali facce devono cercare (perché hanno già avuto a che fare con loro) per bloccarle all’ingresso o per neutralizzarle prima che arrivino ai sedili.

 

 

Tutta la proiezione scorrerà liscia: meno problemi, meno necessità di chiamare la sicurezza.

 

 

Cosa c’entra tutto questo?

 

 

Immaginate l’animale nella sua vita normale in stalla.
Il suo organismo è come la sala di un cinema, con il pubblico che si assiepa all’ingresso, pronto per entrare, è costituito dalla quantità di germi e virus. In questo gruppo ci sono soggetti innocui, soggetti utili e cattivi soggetti.

 

 

Ma gli ultimi, più prepotenti, se trovano le porte aperte e la sorveglianza (il sistema immunitario) fatta non da palestrati, ma da mingherlini timidi e smemorati, arriveranno spesso per primi, sceglieranno i posti migliori, faranno casino e sarà difficile sloggiarli in futuro.

 

 

Al contrario, se entreranno per primi solo – o quasi – germi buoni, per i molesti ci sarà meno spazio e meno possibilità di attaccare briga e creare problemi, ossia portare a malattie.

 

 

Problemi per cui non basteranno più i sorveglianti interni, ma si dovrà far ricorso all’aiuto esterno per la sicurezza, ossia l’antibiotico (aiuto però che, una volta entrato nel cinema, inizierà a menare a destra e sinistra, senza badare troppo a chi colpisce).

 

 

Dato che di antibiotico bisognerà usarne sempre meno, è giusto considerare il quadro nel suo insieme. Anzi, il cinema.

 

 

 

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