Elettronica di stalla e miglior selezione: due facce della stessa medaglia

 

Anche per chi non è fanatico delle prime posizioni in classifica nella scelta dei tori, il progresso genetico, generazione dopo generazione, è irrinunciabile: modellando vacche sempre più mirate a fare tanto latte, con titoli migliorati, maggiore capacità di trasformare gli alimenti, minori emissioni gassose, minore sensibilità agli stress termici, maggiore resistenza, sanità e fertilità, si recuperano margini di redditività.

 

La bovine di oggi non sono tutte così. Prossimamente lo saranno, a colpi di selezione.

 

Animali di questo calibro hanno però richieste ancora più impegnative da soddisfare . Di nutrizione (in senso di macronutrizione e di micronutrizione); di ambiente di allevamento, di suscettibilità agli stress (in primis quello da caldo) di gestione, di sanità.

 

Soprattutto, parlando di sanità, sono animali che richiederanno un approccio preventivo più che curativo. Non solo per l’esigenza di ridurre il consumo di farmaci in stalla, ma per il fatto che, essendo “macchine” da latte così sofisticate, l’anticipo del problema (metabolico, infettivo, funzionale) è sempre di più la mossa vincente per evitare che il problema diventi troppo penalizzante, in termini di spesa e di uso di farmaci.

 

Ma per bovine di questo genere è necessario tornare in qualche misura all’approccio individuale, come quando le stalle avevano solo qualche decina di capi.

 

L’approccio individuale significa conoscere di ogni bovina la sua situazione, le sue necessità particolari, addirittura i suoi parametri metabolici ‘giorno dopo giorno. Anzi, ora dopo ora.

 

Ma i numeri di animali nelle stalle sono e saranno sempre più alti, con mandrie sempre più numerose e personale a disposizione scarso e non sempre all’altezza.

 

Dunque la via dell’approccio individuale  deve tradursi nella realtà di stalla con vie nuove, facendo sempre più affidamento all’occhio e all’orecchio elettronico.

 

Ed ecco che si chiude il cerchio. Grazie all’elettronica, che comprende ogni segmento della vita di stalla (alimentazione, riproduzione, sanità, controllo dell’ambiente, movimenti, accessi alla mangiatoia, tempi di riposo eccetera eccetera), si possono avere dati puntuali per ogni capo presente e, grazie a queste informazioni, lavorare al meglio.

 

In una parola: si può tornare all’approccio individuale, conoscere di ogni capo tutto quello che c’è da sapere e orientare l’attività esattamente dove serve, quando serve.

 

Lavorare cioè come non sarebbe possibile fare, date le caratteristiche e le esigenze di animali di oggi e di domani, senza l’apporto, sempre più mirato e diffuso, dell’elettronica.

 

A patto, si intende, di fare tesoro della enorme massa di dati che la stalla 4.0 tenera ogni giorno, trasformandoli in strumenti operativi.

 

E, nel limite del possibile, avendo strumentazioni in grado di dialogare o, quanto meno, senza spezzettare ogni segmento operativo con elettroniche di origini differenti, con una quantità esagerata di centraline in stalla da seguire, magari con sovrapposizione di dati raccolti più volte.

 

Senza dimenticare che tutti questi dati rappresentano un valore non solo per la stalla. E’ un tema ancora embrionale, su cui ci torneremo, ma destinato a prendere il centro della scena nel prossimo futuro.

 

La stalla produce latte, carne, ma anche dati. Dati che, opportunamente raccolti, catalogati, ottimizzati, hanno un valore tutt’altro che trascurabile. Anche perché sono sono ceduti gratis.

 

 

lkhiguyfuyiuyiyf8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...