A proposito dell’accordo sul prezzo latte

Tralascio numeri, cifre e sigle perché ognuno è già al corrente di tutto.

C’è però un aspetto interessante, da ciò che è stato anticipato, che si evince da questo accordo con Italatte che, non va dimenticato, è da sempre il padre di tutti gli accordi, perché fa da punto di riferimento.

Ebbene, le parti hanno convenuto che dal 1° gennaio 2019 tornerà in vigore il meccanismo dell’indicizzazione che vedrà però alcuni aggiustamenti. Sarà ancora presente il paniere che comprende le quotazioni camerali del Grana Padano e il prezzo medio del latte dei Paesi dell’Unione Europea, ma – e questo è il punto interessante a mio avviso – saranno introdotti meccanismi per permettere di premiare maggiormente il latte prodotto durante il periodo estivo.

È un passaggio che sottolinea un dato di fatto, incontrovertibile, ma ancora non adeguatamente assimilato da chi produce, o, almeno, non da molti.

E cioè che il latte – come una qualsiasi merce, del resto – non ha sempre lo stesso valore. Questo dipende da tutte le sue caratteristiche, ovviamente, ma anche dalla disponibilità in un dato momento per chi di quel latte ha bisogno

Il latte prodotto quando c’è abbondanza sul mercato non vale quanto quello che è prodotto quando c’è penuria, a parità di grasso, proteine, cellule e via dicendo.

Premiare il latte estivo significa anche stimolare ancora di più a fare tutto quello che può essere fatto (e non è poco) per rendere la fase estiva meno penalizzante di quanto lo sia mediamente, per lo stress da caldo.

Non è facile, ma non è impossibile, perché ci sono stalle dove anche nei mesi estivi la produzione e la fertilità viaggiano a tutto vapore, o quasi.

La finestra estiva è quella che fa la differenza tra una stalla e l’altra, quella che spesso decide il colore del bilancio di fine anno, se in rosso o in nero.

Senza dimenticare che le estati durano sempre molto di più di quanto dica il calendario, con code autunnali di caldo divenute ormai la regola e che il problema del caldo estivo ha una miriade di effetti negativi sulla stalla che si vedono per mesi e mesi. Cose risapute.

Ben venga dunque anche un incentivo dato dal prezzo del latte estivo.

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