Un ottimo colostro dato nei tempi giusti? Quando potrebbe non bastare…

Un ottimo colostro, ricco di immunoglobuline?  Eccome se serve. certo, un buon punto di partenza.

Ma potrebbe non bastare per assicurare la massima protezione alla vitella a cui questo colostro viene prontamente dato.

E non è nemmeno una questione di momento e modalità della somministrazione, che può essere anche la più tempestiva possibile e fatta con tutti i dovuti crismi.

Insomma, il colostro può essere il migliore possibile in termini di “munizioni” protettive per il vitello, può essere dato con la tempestività dettata dai manuali, ma non è detto che basti e la cosa conferma che in biologia non sempre dati 1+1+1 il risultato finale è sempre e comunque 3.

In proposito, infatti, arriva una sottolineatura interessante di un noto consulente buiatrico a un recente convegno, che vi riporto.

Spiega, infatti, che una nutrizione inadeguata del feto, in particolare deficitaria di metionina, vitamina B12 e acido folico, porti a una minore capacità nella vitella neonata di assorbire le IgG contenute nel colostro.

Non è così automatico quindi che un buon colostro (per contenuto di IgG) conduca automaticamente a una equivalente buona protezione della vitella, che potrebbe non essere in grado di “trattenere” tutte le “munizioni” che le arrivano con il colostro ed essere meno protetta di quanti si potrebbe pensare dopo avere misurato il colostro con il rifrattometro munito di scala Brix e constatato con soddisfazione la sua buona qualità.

È una delle tante sfaccettature del grande argomento della nutrizione fetale e di come questa abbia un effetto diretto su molto di quello che si osserverà poi nella vitella, nella manza e nella bovina adulta.

Sempre più bisogna entrare nell’ordine di idee che la preparazione della futura bovina inizia prima, molto prima, che essa nasca.

box parto con vitello appena nato