I camion dei fornitori che carburante usano? (Adesso conta poco, ma domani…)

 

È notizia abbastanza recente. Un Iveco Stralis NP alimentato a metano ha stabilito il nuovo record di percorrenza con un pieno di gas naturale liquefatto (GNL). Ha coperto la distanza tra Londra e Madrid (1.728 km) con un pieno, senza effettuare soste per il rifornimento.

 

Lo stesso tragitto, nelle stesse condizioni di strade e traffico, effettuato con un analogo modello ma alimentato a gasolio, avrebbe fatto registrare un costo di carburante superiore del 40%.

 

Perché questo interessa chi fa latte e alleva vacche?

 

Ci arriviamo.

 

Non è cosa di oggi, probabilmente sarà di domani, sicuramente di dopodomani: il litro di latte prodotto sarà valutato, giudicato e probabilmente pure pagato anche in considerazione delle emissioni di gas climalteranti generati dal ciclo di produzione del litro di latte medesimo.

 

In questo calcolo, come noto, viene considerato tutto.

 

In questo tutto c’è ovviamente anche l’apporto in emissioni di CO2 e resto della compagnia di gas a effetto serra o generatori di polveri sottili fornito dai mezzi di lavoro e di trasporto.

 

E torniamo al nostro camion.

 

Uno Stralis NP a GNL – spiega un comunicato del Gruppo CNH a commento del record – rispetto allo stesso veicolo con un motore diesel Euro VI, emette circa il 90% in meno di NO2, il 99% in meno di particolato e fino al 15% in meno di CO2. Nel caso si utilizzi biometano, la riduzione delle emissioni di CO2 arriva al 95%.

 

Ecco allora spiegato il nesso che c’è tra l’alimentazione del camion che porta il mangime, il fieno, la paglia o altre materie prime e la CO2 prodotta per litro di latte.

 

E la cosa vale (varrà) anche per i trattori.

 

Tanto più che il biometano è cosa agricola, con tantissime possibilità di sinergie.

 

Quindi un pensiero, se non al trattore, almeno al tipo di carburante usato dai camion dei fornitori dell’azienda sarebbe interessante cominciare a farselo.

 

 

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