Dal latte agli algoritmi e dagli algoritmi al latte

 

All’inizio si allevava, si mungeva, si cercava di capire tutto quello che c’era da capire a vista e da qui si prendevano le decisioni. I numeri lo consentivano, sia quelli della mandria nella stalla che degli addetti: molto meno di adesso i primi, molto di più di adesso i secondi.

 

La grande rivoluzione di alcuni decenni fa è stata quella di inserire nella stalla da latte strumenti elettronici in grado di sostituire l’occhio umano nell’osservare e registrare e della mente umana, almeno in parte, per lavorare questi dati e fornire elementi per decidere.

 

La grande spinta della zootecnia da latte israeliana è stata data da questo aspetto, senza nulla togliere a tutto il resto: si sono sviluppate prima di altri tecnologie in grado di osservare e “ragionare” su quanto osservato, per dare indicazioni operative

 

Un processo che non si è mai fermato, con continui miglioramenti e aggiunte di nuovi strumenti e nuovi sensori.

 

Di fatto la quantità di dati che tutto ciò mette a disposizione dell’allevatore è grande, ma con una potenzialità di miglioramenti ulteriori. Miglioramenti che si possono attendere non tanto e non solo dallo sviluppo di nuovi sensori, quanto piuttosto dal grande investimento che è in atto per lo sviluppo di algoritmi in grado di elaborare in maniera più mirata a esigenze particolari (ad esempio l’individuazione delle zoppie, la prevenzione della chetosi subclinica o della mastite) i dati che già sono disponibili, mettendo a punto programmi più avanzati in grado di fornire indicazioni operative ancora più smart, efficaci e intuitive.

 

Questo è uno dei versanti sui cui, ad esempio, sta lavorando attivamente Afimilk, riferimento per antonomasia dell’elettronica israeliana di punta per la stalla da latte.

 

La sfida per la redditività della stalla è, infatti, e sarà sempre di più, una questione di software gestionali e di capacità di sfruttarne al meglio le potenzialità, cosa che dipende anche dalla loro accessibilità e facilità d’uso per una platea sempre più ampia di utilizzatori.

 

Ne sono consapevoli le aziende che producono elettronica per la stalla, cominciano ad esserlo anche i produttori di latte.

 

“E tu che tori usi nella tua stalla?” Prossimamente questa domanda potrebbe essere affiancata da un’altra: “E tu che algoritmi usi?”

 

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