La vitellaia che non ti aspetti

 

Potremmo definirlo una via di mezzo tra una serra e un capannone per i broiler, ovviamente in scala ridotta.

 

Dentro però non ci sono fiori e nemmeno polli, bensì vitelli.

 

In questo allevamento sono soddisfattissimi di come funzioni e, del resto, ci sono tutte le condizioni perché i risultati arrivino.

 

La struttura è visibile nelle fotografie, ma possiamo sintetizzarla così.

 

Basse pareti laterali in cemento su cui si innesta la struttura metallica che definisce le pareti e il tetto. Che somigli a una serra è evidente.
Pareti laterali con teli mobili, possibilità di apertura e chiusura modulare in base alle temperature e alla stagione.

 

Lungo l’asse centrale del soffitto corre il condotto delle ventilazione, con fori orientati verso il basso in diagonale per indirizzare il flusso dell’aria, alimentato da un ventilatore esterno che immette l’aria nella struttura, con una velocità regolata in automatico in base alla temperatura interna della vitellaia (che varia anche con il crescere della taglia dei vitelli, oltre che con la stagione), secondo una curva preimpostata.

 

Divisi da una corsia centrale ci sono gli alloggiamenti dei vitelli, che come si può notare, sono stati ricavati con creatività e poca spesa, ma estremamente funzionali, adagiati su uno spesso strato di paglia.

 

L’ambiente di vita dei vitelli è ottimale: luce, aria ben ricambiata senza ristagni e senza correnti, temperatura controllata, tranquillità.

 

Una volta spostati i vitelli viene completamente svuotato e ripulito, per poi ricevere un nuovo lotto a tempo debito.

 

Questo è possibile perché di strutture come questa ce ne sono due, anche se questa che vediamo è quella più recente, mentre l’altra è stata ricavata in una vecchia struttura esistente.

 

Interessante, no?

 

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