Ma tu come la appoggi?

 

La questione non è oziosa perché dalla modalità con cui si appoggiano a terra le rotoballe fasciate ne può derivare una possibile maggiore o minore presenza di muffe e di insilato degradato.

 

Alcune esperienze aziendali hanno infatti evidenziato che la conservazione su una delle facce piane contribuisce in maniera importante alla riduzione delle parti ammuffite, specialmente nei casi in cui si siano utilizzati solamente 4 strati di plastica e lo stoccaggio sia stato effettuato in campagna a bordo campo.

 

La faccia piana della rotoballa, infatti, è quella che riceve la maggior quantità di plastica e consente di avere una base di appoggio più resistente ai danni provocati dalle asperità del suolo o dalla crescita dell’erba nei pressi della rotoballa.

 

Diamo qualche numero, da una prova di Borreani e Tabacco dell’Università di Torino.

 

Cominciamo con il loglio italico al 45% di ss: con quattro starti di film plastico la superficie con muffe era dell’8% per deposizione sulla base e del 17,6% per deposizione sulla parte curva. Con 6 strati di film la superficie con muffe era del 4,9% (base) contro l’11,1% (parte curva).

 

E con la medica al 56% di ss? Stessa storia. Con 4 strati di film la superficie con muffe riguardava il 12,6% con appoggio sulla base della rotoballa, del 19,2% con appoggio sulla linea curva. Con 6 strati di film la superficie con muffe era del 6,7% (base) contro il 12,6% (linea curva)

 

Insomma, la rotoballa fasciata non basta appoggiarla, bisogna anche appoggiarla bene.

 

 

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