Meglio interrare i liquami, per l’oggi e per il domani

Più che le spiegazioni tecniche o le caratteristiche del modello scelto, direi che la parte più interessante nel discorso di questo allevatore è quella riguardo alle emissioni della sua produzione. Si tratta di un allevatore di suini, ma la questione non cambierebbe di un millimetro nemmeno se fosse un allevatore di vacche da latte.

Dovendo cambiare la botte per i liquami ne ha presa una con sistema per l’interramento del liquami. Non una grossa spesa in più, ma grandissimi benefici.

In primis, grazie all’immediato interramento dei liquami al passaggio della botte ha migliorato tantissimo la loro efficacia fertilizzante, al punto che ha dimezzato, un anno sull’altro, l’acquisto di concimi chimici.

Quindi con un risparmio secco, da questo versante.

C’è poi la questione dell’accettabilità dell’allevamento nel contesto in cui è posto, grazie all’azzeramento del problema odori allo spandimento.

Infine c’è la questione che riguarda le emissioni complessive della sua produzione, o l’impronta carbonica che dir si voglia. Come spiega l’allevatore, arriverà il giorno il cui la competizione si giocherà anche sulle minime emissioni per unità di prodotto. Chi sarà più virtuoso sarà premiato, chi sarà meno virtuoso penalizzato. Questo nell’ipotesi migliore. In quella peggiore, solo chi sarà virtuoso potrà produrre vendere. In entrambi i casi meglio muoversi in anticipo, anche perché ci sono ambiti in cui è relativamente facile fare grandi miglioramenti.

Ad esempio la gestione delle deiezioni, nella fattispecie il loro spandimento, tanto più se questo permette di dimezzare l’acquisto di concimi chimici, che hanno un loro peso non trascurabile nel caricare negativamente l’impronta carbonica della produzione.

Dettagli, si dirà, ma i risultati sono spesso la risultante di tanti dettagli messi uno in fila all’altro.

 

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