Animalisti: negli Usa la prima stalla sotto attacco per crudeltà sui vitelli

La Fair Oaks Farms, che con 30mila vacche è una delle più grandi aziende da latte degli Stati Uniti, se non la più grande, è in questi giorni sotto attacco dopo che è stato pubblicato un video che mostra ripetuti episodi di crudeltà e maltrattamenti sui vitelli da parte di suoi addetti.

I filmati sono stati realizzati da esponenti di un gruppo animalista (Animal Recovery Mission) che ha infiltrato dei suoi attivisti nell’azienda e che nei giorni scorsi ha diffuso il video (puoi vederlo cliccando qui).

La Fair Oaks Farms, nello stato dell’Indiana, non è un’azienda qualsiasi e non solo per il numero di animali. Col tempo è diventata una sorta di parco tematico sull’allevamento (come si può vedere scorrendo il suo sito), con strutture per l’ospitalità e lo svago, shop, divenendo una vera e propria attrazione turistica. Non solo: la Fair Oaks Farms è partner con Coca Cola per la produzione del Fairlife (clicca qui per saperne di più), una linea di bevande a base di latte, latte che arriva, per l’appunto, proprio da questa megastalla dell’Indiana.

Immediatamente dopo il rilascio del video e con il montare della protesta, Mike McCloskey, fondatore e proprietario della Fair Oaks Farms, ha pubblicato a sua volta un video nel quale, visibilmente provato, ha manifestato tutto il suo rammarico, scusandosi per gli episodi mostrati. Ha spiegato come tre dei quattro addetti coinvolti nei fatti di crudeltà sui vitelli (più un quinto che lavora per la ditta che si occupa del trasporto dei vitelli verso l’ingrasso) fossero già stati licenziati prima del rilascio del video, perché erano stati segnalati da colleghi per episodi di maltrattamento degli animali. Il quarto addetto, ancora in servizio, è stato immediatamente licenziato. Ha ricordato ancora che tutti sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.

Ma ha anche sottolineato come alla Fair Oaks Farms tutti gli addetti abbiano continui corsi di formazione su come lavorare nel rispetto del benessere animale, ancora prima di essere assunti, compresi i soggetti coinvolti nei fatti segnalati dal gruppo animalista, cosa che ovviamente aumentava il suo imbarazzo e la sua amarezza.

Mike McCloskey, tra l’altro, ha anche indicato alcune misure che saranno prese dalla Fair Oaks Farms per evitare che episodi come questo possano ripetersi. Verranno installate telecamere che riprenderanno 24 ore su 24 tutte le aree dove si hanno interazioni tra animali e operatori. Questa opzione era stata scartata in passato – ha raccontato – perché considerata una mancanza di fiducia verso i dipendenti, puntando tutto sull’addestramento, la formazione e il coinvolgimento. Cosa che, evidentemente, si è dimostrata un grosso errore. Altro punto: ha dato la disponibilità di accesso per visite in qualunque momento, senza alcun preavviso e senza limitazioni, a una delle più note associazioni animaliste.

Insomma, una resa quasi senza condizioni, un’ammissione di responsabilità, un tentativo di recuperare un’immagine dell’azienda che è precipitata.

Non senza possibili conseguenze economiche.

Cresce nell’onda mediatica la richiesta alla Coca Cola di dissociarsi da questa azienda, macchiatasi degli abusi mostrati nel video animalista.

Difficile non pensare che un colosso come la Coca Cola non stia già facendo autonomamente considerazioni in tal senso, vista la macchia sulla sua immagine e reputazione.

La situazione è in movimento e vedremo i suoi sviluppi.

Solo una considerazione a chiosa: questa vicenda può essere di insegnamento anche per noi, specialmente per quelle stalle che consegnano latte per filiere di eccellenza, ad esempio per i grandi formaggi Dop sempre più avviati sui mercati esteri.

Quello che succede nella stalla deve essere cristallino, a prova di incursione clandestina, di filmato pirata, di visitatore che senza dirlo cerca prove per un’idea di crudeltà che il mondo animalista associa automaticamente all’allevamento razionale.

 

Ci sono le condizioni e le tecnologie perché pochi incoscienti, o pochi stupidi, possano fare danni enormi con la loro negligenza. È sempre bene non dimenticarlo. Non è più l’allevatore quello considerato innocente fino a prova contraria. Oggi è esattamente il contrario.

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