Spreconi d’acqua a chi?

Uno dei classici cavalli di battaglia di chi ha messo nel mirino l’allevamento è quello del consumo d’acqua. Come se l’allevamento fosse un’enorme buco nero che inghiotte universi d’acqua, inaridendo il mondo e seccando la gola ai tanti paladini del no all’allevamento.

Si può discutere all’infinito sulla fragilità di tante tesi, ma certo è che nell’allevamento la quantità di acqua che serve è tanta. Ma, davvero è lo spreco che si racconta? E, ancora, non sarebbe ora di raccontare l’altra versione, quella che non compare mai nei titoli e, ahinoi, non fa opinione?

Cominciamo dal sistema di mungitura, che deve essere lavato dopo ogni uso, ovviamente. Sorvoliamo sui più moderni sistemi che comportano un risparmio nei quantitativi di acqua necessari, ma comunque di acqua ne viene usata. Quest’acqua però – in certe aziende – è recuperata per il lavaggio della sala di attesa, come si vede nella foto.

Il refluo derivante finisce nella fossa dei liquami e da qui viene avviato al digestore per biogas. Viene prodotta energia e quel refluo, e quell’acqua originaria in esso contenuta, finisce nella distribuzione localizzata sui terreni. Permette di abbattere il consumo di concimi chimici, che per essere prodotti, da qualche parte del mondo, hanno pur sempre bisogni di energia, materie prime, acqua.

Non è finita. Perché grazie a quell’acqua entrata nel terreno con il digestato è possibile la crescita delle colture, straordinarie fissatrici di CO2 atmosferica (tema poco comunicato, tra l’altro). Una parte poi viene traspirata e torna nell’atmosfera, un’altra sfugge alle piante. va negli strati più profondi, ma mica sparisce per sempre.

L’acqua incamerata nella piante torna in azienda sotto forma di alimento per gli animali e riparte la girandola.

Certo, c’è la quantità di acqua che la bovina beve, che non è poca. Ma è acqua che viene in buona parte restituita sotto forma di latte.

Ovviamente tutto ciò è un po’ provocatorio e semplicistico, schemini da quinta elementare. Mi serviva solo per dimostrare che la narrazione da piaga biblica riguardo ai consumi di acqua di un allevamento è parecchio ideologica e può essere contestata con ragionamenti elementari.

Certo, si deve migliorare, ma la realtà non è quella della narrazione.

Però, a furia di sentirsela ripetere, il consumatore finisce col darla per esatta senza nemmeno metterla in dubbio. Per questo è fondamentale cominciare a raccontare – e non solo per l’uso dell’acqua – anche l’altra versione.

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