Meglio far sapere dov’è la testa e dov’è il sedere

In questa grande azienda, come in tantissime altre, c’è buona parte del personale non italiano. E come ben sa chi vive e lavora in queste realtà quello della lingua è un grosso problema, perché ci sono passaggi gestionali in cui è fondamentale lo scambio di informazioni.

Ad esempio tra gli addetti alla mungitura e il titolare o il capostalla, colui, insomma, che su quelle informazioni deve poi passare ad azioni concrete e tempestive. Come la segnalazione di un quarto con mastite.

Ma, proprio quando si tratta di quarto da segnalare – per fare un esempio comune – può sorgere qualche complicazione, che farebbe sorridere se non fosse che, con la barriera linguistica di mezzo, anche le cose facili diventano complicate.

Ad esempio stabilire con esattezza cosa è “davanti” e cosa è “dietro”, cosa è “destra” e cosa è “sinistra” in maniera chiara e inequivocabile, non in funzione del punto in cui si guarda la vacca.

Ecco perché, e torniamo all’azienda di partenza, la titolare ha pensato bene di mettere, insieme con altri avvisi, un pratico schema grazie al quale sciogliere ogni dubbio, così che “destra” e “sinistra”, “davanti” e “dietro” siano esattamente le stesse per tutti, di qualunque nazionalità siano.

E chi avesse dei dubbi ha sempre la figura a disposizione per ripassare.

 

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