Due pale o tre pale?

Se non fosse che c’è una “l” sola e se si parlasse di Bartolomeo Colleoni, non ci sarebbero dubbi sulla risposta, visto quel che si dice del condottiero bergamasco e studiando quanto l’araldica in proposito ci ha tramandato.

Ma si parla di ventilazione di stalla e di pale di ventilatore.

A questo riguardo, nell’offerta impiantistica che si può trovare sul mercato (e che vede le aziende italiane fare scuola – e vendere impianti – nel mondo) c’è una versione bipala dei ventilatori lungo la corsia di alimentazione, che va in controtendenza rispetto alla linea consolidata del tripala.

Premesso che, come per ogni soluzione tecnica, non esiste l’unicità e possono convivere più opzioni (anche se non di rado pure sull’impiantistica il dogma fa ombra al ragionamento), la declinazione bipala della ventilazione ha dalla sua il vantaggio di sopperire con una grande velocità d’aria (cosa garantita dalle due pale invece di tre) al,  relativamente, minore volume coinvolto. Avendo solo due pale invece di tre, inoltre, le pale medesime possono essere più lunghe.

Perché alla fin fine, spiega chi di questa tipologia di ventilatori si occupa, è la velocità che fa la differenza, più che il volume mosso. Il tutto con consumi energetici estremamente ridotti e silenziosità massima.

Ho visto all’opera questi due pale e posso confermare che l’effetto si sente, eccome, e l’allevatore ne è più che soddisfatto.

Ovviamente me ne guardo bene dal prendere una posizione, dato che – ripeto – sulla ventilazione abbiamo esempi eccellenti di realizzazioni in tantissime stalle, con tipologie differenti.

Era giusto per segnalare questa variabile.

Nel mondo zootecnico, che così tanto ama le contrapposizioni (dalla genetica alla marca del trattore) potrebbe dunque aprirsi un nuovo motivo di discussione: due pale o tre?

DSC_0728 copia.JPG