Sicuri che le vacche (tutte le vacche, anche le più timide) bevano abbastanza?

 

 

Che l’acqua sia il primo alimento per quantità assunto dalle vacche in allevamento è cosa nota.

 

Sull’importanza che di acqua ce ne sia in abbondanza, accessibile, pulita, meglio se alla giusta temperatura in estate e in inverno, sono tutti d’accordo.

 

La faccenda tende a complicarsi quando dalle enunciazioni teoriche si passa alla parte pratica.

 

Non sempre, infatti, quello che dovrebbe essere è realmente, per tante ragioni.

 

Tra esse, e veniamo al punto, c’è la questione delle gerarchie nel gruppo, fattore che influenza una grande quantità di situazioni, abbeverata compresa.

 

Ebbene, come riportato dal Journal of Dairy Science con una ricerca dedicata a questo tema, i soggetti dominanti del gruppo manifestano anche la poco simpatica attitudine di stare più a lungo all’abbeveratoio del dovuto, obbligando i soggetti più remissivi ad andarci di meno. Inevitabile che questi ultimi bevano di meno.

 

La ricerca in questione è stata svolta da ricercatori della British Columbia University. Grazie a videocamere e a strumentazione elettronica individuale che misurava accessi e tempi all’abbeveratoio sono stati in grado di verificare i comportamenti delle bovine.

 

Vedendo come i soggetti dominanti inducevano, con il loro atteggiamento, quelli più remissivi ad allontanarsi dall’abbeveratoio.

 

Le conclusioni sono abbastanza scontate, ma è utile un ripasso.

 

La posizione degli abbeveratoi è importante quanto le loro caratteristiche: vanno posti in punti ampi, nei quali sia ridotto al minimo il rischio che qualche bovina dominante blocchi l’accesso alle remissive, semplicemente piazzandosi, ad esempio, di traverso.

 

Altro punto: meglio qualche abbeveratoio in più, per da modo anche alle più timide tra le vacche, di trovare un abbeveratoio libero e bere quanto serve.

 

Sembra banale, ma con i litri di acqua consumati ogni giorno da una bovina ad alte produzioni non lo è.

 

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