Che curve!

È ovvio che il merito non è della sabbia, ci mancherebbe. Però, considerando che la sua introduzione  al posto della paglia nelle cuccette ha comportato una diminuzione del 30% delle mastiti, con quel che ne deriva in termini di latte perso e sanità migliorata, sicuramente un po’ di merito ce l’ha anche lei.

 

Ma il merito principale è sicuramente dato dal mix di protocolli precisi, benessere generale, attenzione al dettaglio che viene seguito in questa azienda, dove qualche giorno fa avete visto nel dettaglio la questione cuccette.

 

Sia quello che sia, mi interessava però mostrare queste curve, perché sono indicative che il meglio della zootecnia israeliana (cosa che mi sottolinea anche l’amico Renato Panzeri, che di aziende israeliane ne ha viste tante), quella che fa tantissimo latte, quella che ha produzioni che si mantengono alte per tutta la durata della lattazione, quella che ha dati sotto controllo, quella che riesce a fare latte malgrado il caldo, lo si può vedere anche qui e, in certi casi, anche un po’ meglio. Nel caso specifico in questa stalla bresciana che vedrete in lungo e in largo prossimamente su Professione Allevatore.

 

Ci sono 340 vacche in mungiture, tre mungiture al giorno e tanto latte ogni mese, cosa che ci porta alle curve.

 

Come si può notare dall’istantanea del gestionale, a 305 giorni, momento dell’asciutta, se non sono 40 litri di latte di media siamo poco lontani (e, comunque, non è raro che si asciughino vacche che fanno 40 litri).

 

Le primipare fanno 42 litri al picco e sono su una media di 116 quintali.

 

Le secondipare fanno il picco a 53 giorni con 56 litri e hanno una media di oltre 144 quintali.

 

Le terzipare e oltre fanno il picco a 49 giorni con 59 e oltre litri e sfiorano i 150 quintali.

 

E che dire della persistenza della lattazione? Le curve sono lì da vedere e non ingannano.

 

Teniamo presente che questo è il dato medio di 12 mesi, quindi considera anche la fase estiva. Fase estiva nella quale la media allevamento non scende sotto i 42 litri.

 

Dietro questa produzione c’è, ovviamente, un’ottima fertilità (con un PR medio del 28% negli ultimi due anni, tre anni fa era del 29%), cosa che consente di avere una mandria sempre fresca e produttiva.

 

Insomma, come vi dicevo? La sabbia in cuccetta è un dettaglio importante di un ingranaggio complessivo che funziona e funziona assai bene.

 

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