Latte in polvere “Dop” e industria dolciaria: questo matrimonio s’ha da fare

Latte in polvere proveniente da un distretto ben definito, riconoscibile, con un’immagine positiva. E, ancora, alleanza tra coloro che producono questo latte in polvere e industria dolciaria, che sempre di più scopre – e punta – su un latte in polvere “Dop” per le sue preparazioni e non su una commodity indifferenziata.

 

Che questo sia un passaggio importante, da tenere d’occhio e su cui certe realtà produttive dovrebbero metterci l’occhio lo dice la realtà dei fatti.

 

In principio furono la Ferrero e l’Inalpi a creare una filiera virtuosa, con la creazione di un sistema di produzione di latte in polvere piemontese, con un rigoroso disciplinare e la destinazione alle produzione dolciarie Ferrero. E, più di recente, l’accordo tra Inalpi e Sperlari, per indirzzare alle famose Galatine, caramelle al latte, con latte in polvere piemontese.

 

Più recente è un ulteriore tassello tassello, con l’inaugurazione del primo impianto altoatesino di produzione di latte in polvere, che, anche in questo caso, ha visto coinvolta una realtà di allevatori produttori di latte e un’importante industria dolciaria: da un lato Brimi – Centro latte Bressanone e dall’altro Loacker.

 

Anche in questo caso si ripete lo schema virtuoso: da una parte i produttori di latte che si impegnano a produrre con un disciplinare rigoroso, dall’altra l’azienda dolciaria che utilizzerà per le sue preparazioni esclusivamente quel latte. La saldatura è la collaborazione nella realizzazione dell’impianto di essiccazione, inaugurato il 30 novembre scorso, con una capacità di 15mila tonnellate di siero di latte e di latte in polvere all’anno.

 

Di queste, un terzo sarà utilizzato da Loacker, il restante indirizzato alla vendita.

 

Ci saranno altre esperienze come queste in futuro? Sarebbe auspicabile. L’industria dolciaria e alimentare di qualità in Italia è un punto di riferimento mondiale. Agganciarsi su base paritaria a questa realtà è un modo di indirizzare a nuovi sbocchi parte dal latte prodotto, che potrebbe sicuramente ottenere una valorizzazione superiore rispetto alle destinazioni tradizionali.

Certo, serve visione, capitale, tecnologia, disciplinari rigorosi. Ma quello che è diventato tradizione per le Dop nei formaggi potrebbe essere replicato in questa versione moderna della Dop, più tecnologica, strettamente collegata all’industria dolciaria di eccellenza

 

Il latte in polvere lo possono fare tutti, ma un latte in polvere Dop, ingrediente pregiato per l’industria dolciaria, sarebbe decisamente un altro paio di maniche. Un po’ come parlare di semplice formaggio o di Grana Padano o Parmigiano Reggiano.

 

Gli esempi citati dimostrano che la strada è percorribile e questa dolce alleanza e può dare buoni risultati.

 

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