Smart working a chi?

È tutto un gran parlare di smart working, ossia di lavoro fatto a distanza.

L’emergenza coronavirus sta spostando tanta gente dalle scrivanie degli uffici al tavolo di casa, una piccola rivoluzione per il mondo impiegatizio che poggia su piattaforme digitali e operatività da remoto.

Bon, detto ciò l’allevatore che dal suo smartphone controlla la mungitura delle vacche nel robot, cambia il razionamento per un gruppo nell’altro robot, riduce la velocità dei ventilatori e alza un po’ i teli mobili laterali, controlla i dati del podometro e avvia, tramite i cancelli intelligenti, le bovine da fecondare nel box di separazione, regola la velocità delle ruspette, quindi analizza i dati produttivi entrando nello storico del suo computer e l’andamento della ruminazione e, infine, controlla i parti nel box tramite videocamera…

…ebbene, questo allevatore alza la testa e dice: e dove sarebbe questa grande novità?