L’assedio

Non è questa la sede per cose emozionali sugli eventi in corso ad est. Questo è uno spazio ei analisi, commenti e spunti che riguardano il latte, chi lo fa, chi coltiva la terra per nutrire la mandria. Ma anche – inevitabilmente – per ragionare oltre il cancello dell’azienda. Senza verità preincartate, ma anche senza copioni da seguire dettati da questo o quello.

Però l’assedio sulle aziende, con gli eventi delle ultime settimane si è sta chiudendo ancora di più.

I prezzi dell’energia (elettricità, gas, gasolio) sono alle stelle e tutto lascia pensare che siamo solo all’inizio.

La questione materie prime e loro costi è altrettanto tragica oggi e terrorizzante domani: dipendiamo per quantità enormi dalle importazioni e proprio queste sono sconvolte dagli eventi bellici in corso: per la logistica, per le semine e per prossimi raccolti. Che siano mangimi, che siano materie prime quelle che sono comprate dall’azienda, la voce “costi alimentari” rischia di andare fuori controllo.

Stessa musica per i fertilizzanti. Offerta che si riduce e prezzi alle stelle.

Sanzioni: quando si parla di sanzioni è facile, ma poi se si scende nel concreto si capisce che è sempre un’arma a doppio taglio e storicamente il made in Italy agroalimentare è quello che ci rimette.

Siccità che ormai non è più un fatto isolato, ma una caratteristica costante del clima con tutti i suoi effetti sulla campagna, proprio quando dovrebbe essere massima la capacità di auto-produrre.

Ora, a fronte di tutto ciò va bene lavorare per avere più efficienza, l’IOFC, il latte marginale, la gestione ottimale della campagna, le economie di scala, la qualità, i titoli, la sanità della mandria… tutta roba buona e giusta, ma quando la situazione è problematica, non quando è tragica come sta diventando.

Un intero settore rischia di essere annientato in questo assedio, compresi gli efficienti e quelli sempre nelle parti giuste dei grafici. Figuriamoci gli altri.

Immagine Pixaby

Condividi questo articolo

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.