Guarda la macchina per riutilizzare la sabbia delle cuccette (tutte le volte che vuoi)

Vi ricordate l’azienda di cui si parlava ieri?

Sabbia per le cuccette, massimo comfort per le bovine e tanti altri punti a favore.

 

Già, dice però qualcuno: ma alla fine tutta la sabbia finisce nella fossa e addio. Oppure c’è il problema dello smaltimento: che farne? Per non parlare del danno alle pompe e organi meccanici in genere.

 

Sicuri?

 

Perché qui, credo sia una delle pochissime stalle in Italia se non l’unica, lavora la macchina per “ripulire” la sabbia che cade dalle cuccette e finisce nelle deiezioni. Una volta ripulita e asciugata questa sabbia viene riutilizzata. Un vero e proprio ciclo chiuso: in più di un anno di attività della macchina in questione non è stato comprato un etto di sabbia aggiuntiva rispetto al carico di metri cubi iniziale.

 

Va detto e sottolineato che non è solo una questione di macchina: c’è bisogno di organizzare tutto il sistema di raccolta e convogliamento, che non è poca cosa e va studiato prima e realizzato poi con la dovuta attenzione e competenza. Come qui.

 

Vediamo allora qualche dettaglio e partiamo dal sistema di rimozione delle deiezioni.

 

Al passaggio della ruspetta lungo la corsia, il mix deiezioni e sabbia (quella che cade dalle cuccette o quella che viene buttata in corsia insieme alle deiezioni in cuccetta dall’operatore quando fa il giro) viene spinto a fine corsia, in una canaletta con una sua pendenza.

 

Questa canaletta corre lungo la testata della stalla e riceve il carico, in tempi successivi programmati, dalle tre corsie della stalla.

 

A questo punto si aziona una pompa che pompa (appunto) acqua (ci torneremo) stoccata in una fossa sotto la stalla. questo flushing spinge la massa nella canaletta, che arriva, dopo una corsa di un centinaio di metri, al sistema di separazione della sabbia.

 

E vediamo un po’ come stanno le cose qui.

 

Come potete vedere dal filmato, il sistema di si compone innanzitutto di una vasca di stoccaggio, che riceve le deiezioni dalla stalla, che ruscellano spinte dall’acqua nella canaletta.

 

Da questa fossa tracima del liquido che contiene la frazione organica e la porzione di sabbia più fine.

 

Lateralmente alla fossa c’è una corsia in pendenza (come potete vedere la questione delle pendenze è assai importante) che porta il liquido verso il separatore della sostanza organica.

 

La sabbia più fine in essa presente però decanta prima, nei metri iniziali del percorso. Verrà poi recuperata con il telescopico nelle fasi in cui non c’è passaggio del liquido.

 

Alla fine c’è il separatore, che fa quello che fa un normale separatore: toglie la frazione solida  organica dispersa, che verrà avviata alla concimazione, mentre la parte liquida chiarificata viene pompata nella fossa sotto la stalla, e verrà riutilizzata per il nuovo ciclo di pulizia.

 

Il sistema è infatti chiuso: si riutilizza la stessa acqua (il cambio qui viene fatto 3 volte l’anno, ma potrebbe essere fatto anche più in là, avviando la parte sporca nella vasca di stoccaggio dei liquami) e si riutilizza la stessa sabbia.

 

E veniamo proprio alla sabbia.

 

Torniamo alla vasca di stoccaggio. Qui la sabbia si deposita negli strati più bassi. Da qui una sorta di “cucchiaio” meccanico, che pesca sul fondo della vasca, spinge nel cilindro la poltiglia.

 

In questo cilindro una vite senza fine all’interno e un sistema di filtri all’esterno fa sì che, arrivati alla fine del percorso, cada a terra la sabbia. Un mucchietto ad ogni fase programmata, dal quale percola l’acqua che, grazie alla pendenza della platea in cemento e a fori appositi, si unisce al canale laterale che porta l’acqua con la sostanza organica al separatore.

 

Questi mucchi, periodicamente, sono rimossi con il telescopico e portati allo stoccaggio.

 

La sabbia è estremamente pulita, con pochissima sostanza organica residua e l’acqua drena dal cumulo nel tempo del suo stoccaggio (nelle cuccette poi va considerato l’effetto asciugante dei destratificatori a soffitto sempre in movimento e l’arieggiamento quotidiano fatto con l’erpice).

 

Restiamo alla distribuzione.

 

Qui viene fatta ogni lunedì, e mediamente si movimentano 40metri cubi di sabbia “riciclata” ogni settimana per il rabbocco delle cuccette.

 

È stato modificato un vecchio carro unifeed orizzontale, con l’aggiunta di un nastro trasportatore, grazie al quale si riesce a depositare la sabbia in ogni trincea, riempiendola ben bene.

 

Il sistema è gestito da un software che regola il flushing delle deiezioni nella canaletta e l’azionamento del sistema di filtraggio della sabbia. Il separatore si avvia invece quando il livello dell’acqua nella fossa di stoccaggio si alza oltre un certo livello.

 

Costi?

 

Tra costo macchina e lavori di preparazione e sistemazione dei percorsi, pendenze, vasche attorno ai duecentomila euro. Aggiungiamo il costo della sabbia, 40mila euro. Costo però una tantum, perché da un anno e mezzo non se ne è più acquistata.

 

Prima si spendevano 70mila euro/anno per acquisto della paglia.

 

Come si vede, al di là di ogni altra considerazione su benessere e quant’altro, il ritorno economico dell’investimento si ha in 3-4 anni.

E infine due parole sull’usura delle pompe causata dalla sabbia. Ebbene, questa usura non c’è perché le uniche pompe presenti sono quelle che lavorano sul chiarificato (nella fossa sotto la stalla) che di sabbia non ne ha.

 

 

Ognuno poi è libero di pensarla come gli pare, come sempre.