È la qualità del foraggio che spinge la produzione di latte

Nei giorni scorsi su Dairy Herd era possibile leggere il resoconto di una ricerca svolta su mandrie del Wisconsin ad alta produzione dalla quale si arrivava alla conclusione che è la qualità del foraggio, con particolare riferimento alla digeribilità, a spingere la produzione di latte.

Vediamo qualche punto (per i dettagli cliccate qui). Randy Shaver, un Extension dairy specialist dell’Università del Wisconsin ha calcolato che in queste stalle 27 kg di latte arrivavano dei nutrients contenuti in foraggi di alta qualità e solo 14-15 kg di latte arrivavano da cereali e concentrati presenti in razione.

Tutte le mandrie erano alimentate con una combinazione di fienosilo di medica e insilato di mais, e 11 su 15 ricevevano anche del fieno. La proteina grezza del fienosilo di medica andava dal 17 al 26%, la NDF dal 34 al 47%, mentre la digeribilità in vitro a 30 ore della NDF dal 39 al 59%. L’amido dell’insilato di mais variava dal 25 al 41% e la digeribilità in vitro a 30 ore della NDF da 60 a 67%.

Ancora, il 45% di proteine grezze della dieta, il 40% dell’amido e il 55% dei carboidrati non fibrosi arrivava da foraggi; il 50% dell’energia della dieta deriva da insilati di mais altamente digeribili. I foraggi in queste diete provvede altresì il 75% di NDF e l’85% di peNDF (NDF fisicamente efficace).

In queste stalle, ha stimato il ricercatore, ogni tonnellata di sostanza secca di foraggio sta producendo circa 1360 kg di latte.

La ricerca presenta poi altri dati analitici, ma, al di là di questi valori, il messaggio importante che il ricercatore sottolinea nelle sue conclusioni è questo: è la qualità dei foraggi che spinge la produzione di latte. Foraggi che vanno raccolti, insilati e conservati proprio con l’obiettivo di massimizzarne la digeribilità.

Non va poi dimenticato che lavorare sui foraggi e sulla loro digeribilità inserisce la stalla in un circolo virtuoso a tanti livelli: diminuisce la dipendenza da acquisti esterni di concentrati; lega maggiormente la produzione al territorio, aumenta la sostenibilità (minore quantità di alimenti necessari per unità di produzione).

Insomma: l’abbinata foraggi-digeribilità è il motore della produzione di latte e deve essere un obiettivo primario, con scelte e prassi adeguate, dalla semina alla mangiatoia.

 

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