Quelli che tornano all’erba

Ma l’erba? Nel senso: è una cosa del passato o qualcosa che ancora può trovare uno spazio nelle mangiatoie di allevamenti moderni e produttivi?

Sarà un caso, ma ho trovato nei miei giri, in rapida successione, due allevamenti dove l’erba è protagonista in mangiatoia. Uno di bovini da carne, l’altro di vacche da latte. E nemmeno troppo ravvicinati tra loro: uno (bovini da carne) nel torinese, l’altro (vacche da latte) in provincia di Padova.

Coincidenza, ma anche un’opportunità per rifletterci su.

L’erba fresca ha ancora uno spazio in allevamento?

Per queste due esperienze la risposta è sì.

Nel caso dell’allevamento da carne, linea vacca-vitello, l’erba è a disposizione a volontà per le fattrici da primavera ad autunno, con un’integrazione con materie prime.

Nell’allevamento da latte, invece, c’è una diversificazione per settori. Le vacche asciutte hanno sempre erba davanti alla mangiatoia da una parte, dall’altra hanno la miscelata secca e si autoregolano nei consumi. Per le vacche in lattazione si procede in questo modo: ogni mattina si dà un carico di erba. Si calcola poi per la quantità di unifeed che viene preparata e distribuita una trentina di capi in meno, quantità che verrà compensata, appunto, dall’erba.

Una prima considerazione. Il risparmio sui costi. Come spiega l’allevatore di vacche da latte, trenta razioni in meno al giorno, a un costo calcolato qui di circa 6 euro a capo, per 30 giorni al mese e per quattro mesi (il tempo in cui si passa all’erba) fanno un bel 20mila euro abbondanti di risparmio sui costi alimentari.

Ovviamente disporre di erba fresca in mangiatoia, specie nella stagione calda, è un bell’incentivo per le bovine di recarsi ad assumere alimento, e in giornate di gran caldo tutto aiuta. Su tutta la questione vitamine, zuccheri e compagnia apportati dall’erba fresca è cosa evidente e non è nemmeno il caso di soffermarsi.

Invece conviene spendere tempo nel considerare alcuni aspetti di ordine pratico. Chi volesse inserire l’erba – spiegano gli allevatori – deve essere in grado di garantire giorno dopo giorno, senza interruzioni, il corretto approvvigionamento. Il che significa tanta erba da portare in stalla ogni giorno, che piova o che ci sia il sole, giorni festivi compresi, ovviamente. È un punto di valutare con attenzione: per le quantità che necessitano, per l’organizzazione logistica (gestione dei tagli, sequenza degli sfalci, trasporti in stalla), per l’impegno non indifferente.

Perché se si parte con l’erba in estate, con l’erba si deve continuare senza interruzione, giorno dopo giorno, perché il rumine non ama i cambi.

Altro punto interessante: la scelta di inserire erba fresca, nel caso dell’allevamento di vacche da latte in particolare, è stata presa anche per   sfruttare al meglio un gran numero di piccoli appezzamenti sparsi, nei quali impostare il cantiere di fienagione sarebbe stato troppo oneroso.

Detto ciò, c’è un dettaglio finale non proprio secondario. Quando si dice che una stalla deve essere anche “raccontabile”, ossia con elementi in grado di fare breccia sul consumatore distratto e poco informato, di certo quel bagliore verde in mangiatoia è un buon punto a favore, comunicabile facilmente e sicuramente apprezzato.

 

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Copia di 1 bella fattrici erba